Ddl anticorruzione: approvati emendamenti proposti dal Ministro della Giustizia Severino.

ROMA, 24 MAGGIO 2012- L’annuncio di alcuni mesi fa compiuto dal Ministro della Giustizia Paola Severino (si rilegga http://www.fattodiritto.it/il-ministro-severino-annuncia-pene-piu-severe-contro-la-corruzione/) di voler procedere ad un sensibile inasprimento delle pene per i reati corruttivi, approda anche alle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera che hanno approvato l’emendamento del governo al ddl anticorruzione (nonostante il voto contrario dell’Italia dei Valori e l’astensione del Pdl mentre con il voto favorevole del Pd, Udc, Fli e Lega).
Il testo è stato riformulato, su richiesta dello stesso esecutivo, per due tipologie di reati: quello di traffico di influenze illecite e corruzione per l’esercizio della funzione.

L’art. 346 bis introdotto al ddl anticorruzione prevede ora che il reato di “traffico di influenze illecite” punisca chiunque, fuori dai casi di concorso nei reati di cui agli articoli 318, 319 e 319 ter, sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di pubblico servizio, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, col prezzo della propria mediazione illecita, ovvero per remunerare il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, è punito con la reclusione da uno a tre anni. La stessa pena si applica a chi indebitamente da o promette denaro o altro vantaggio patrimoniale.
La pena è aumentata se il soggetto che indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale riveste la qualifica di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. Le pene sono altresì aumentate se i fatti sono commessi in relazione all’esercizio di attività giudiziarie. Se i fatti sono di particolare tenuità la pena è diminuita
“.

La “corruzione per l’esercizio della funzione” prevede invece, nella nuova formulazione, che “il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni e dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità o ne accetta la promessa è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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