Ddl anticorruzione alla Camera martedì, Severino: ‘Fiducia o il Governo va a casa’.

ROMA, 9 GIUGNO ’12 – E’ ormai certo che martedì prossimo il Governo chiederà la fiducia sul ddl anticorruzione in esame alla Camera. La discussione si è interrotta giovedì scorso dopo un’intensa giornata di stop and go che ha, però, visto andare in porto alcuni importanti emendamenti. Deciso e risoluto il ministro della Giustizia Paola Severino che, consapevole delle criticità legate all’approvazione dell’art. 13 (in materia di norme penali), ammonisce: “se non abbiamo la fiducia il Governo torna a casa”. Il ministro aggiunge poi di essere “assolutamente serena, perché credo che il provvedimento sia importante, corretto e condivisibile”. “Il testo del ddl anticorruzione – prosegue Severino – è stato emendato con dei miglioramenti che danno effetti positivi. Mi sono sempre dichiarata aperta e disponibile, ma ciò che non sono tuttora disponibile a fare è considerare la giustizia una merce di scambio”.

Emendamenti chiave. Occorrerà attendere martedì per capire se gli emendamenti già approvati nel corso dei lavori parlamentari verranno conservati. Queste le novità più significative:

INCANDIDABILITA’ CONDANNATI: il ddl prevede l’incandidabilità di coloro che sono stati condannati con sentenza passata in giudicato o che hanno subito una condannain primo grado per reati gravi come mafia e terrorismo. In caso di violazione delle disposizioni, l’eventuale elezione sarà ritenuta nulla. Inoltre, il patteggiamento della pena (previsto dall’articolo 444 del codice di procedura penale) viene equiparato alla sentenza di condanna, col conseguente effetto dell’incandidabilità. Sarà invece candidabile chi, successivamente a una condanna, ottenga la riabilitazione prevista dall’art. 178 del codice penale.

LIMITI ALLE TOGHE FUORI RUOLO: approvato, all’unanimità, anche l’emendamento del deputato Pd Roberto Giachetti che prevede la regolazione (“non l’abolizione”) dell’istituto delle toghe fuori ruolo. La nuova norma (art. 12) – così come spiega il deputato Pd in un video della rubrica “Pillole da Montecitorio” – prevede che gli incarichi fuori ruolo dei magistrati non possano essere prestati per più di 5 anni consecutivi e mai per più di 10 anni complessivamente. Inoltre, le toghe fuori ruolo manterranno “esclusivamente il trattamento economico fondamentale dell’amministrazione di provenienza”; è abolita quindi la possibilità del doppio stipendio. Infine, è prevista l’immediata operatività delle norme in oggetto, che verranno applicate anche agli incarichi già in corso.

RESPONSABILITA’ CIVILE MAGISTRATI: dallo stesso ministro della Giustizia proviene invece l’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, presentato in Senato. La norma stabilisce che il cittadino che abbia subito “un danno ingiusto” nel corso di un processo “posto in esseredal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni, può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivano da privazione della libertà personale”. Lo Stato – e questa è la novità – avrà due anni di tempo (e non più solo uno come è attualmente previsto dalla legge), per rivalersi nei confronti del magistrato, per un importo pari fino alla metà della sua retribuzione annuale. L’entità del prelievo non potrà comunque superare un terzo dello stipendio del magistrato.

FEDERICA FIORDELMONDO

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