Dai manichini alla cattedra alla Sapienza di papà Luigi: chi è Giacomo Frati?

ROMA, 28 FEBBRAIO ’12 – Da ricercatore che operava sui manichini a professore ordinario della cattedra di Medicina all’Università Sapienza, dove il padre è magnifico Rettore e dove nel corso della storia dell’ateneo hanno trovato un loro posto anche la madre e la sorella. Da zero a cento, in un batter di ciglia. La notizia ha destato scalpore e presto, la storia di questo giovane professore e chirurgo, Giacomo Frati, è finita al centro delle cronache. Lui, il figlio del Rettore della Sapienza, che in un’intervista-choc ha raccontato di non “aver mai visto la cardiochirurgia” e si è impratichito sui manichini, adesso, con una sfolgorante e fulminea carriera passa dal ruolo di ricercatore a 28 anni, a professore associato a 31 e ora, a 36 anni, si ritrova in cattedra nella facoltà del papà, della mamma e della sorella. Giacomo Frati è alla testa di un’Unità Programmatica di avanguardia (Unità Programmatica Tecnologie cellulari-molecolari applicate alle malattie cardiovascolari) al Policlinico di Roma. Ma su questa ascesa è stata aperta un paio di settimane fa un’inchiesta giudiziaria, anche perché in pochi anni è riuscito a diventare ordinario nella stessa facoltà di medicina in cui il padre Luigi, Rettore dell’Università, è stato per una vita il preside; dove la mamma Luciana Rita Angeletti con una laurea in lettere, è diventata docente di Storia della Medicina e sua sorella Paola, laureata in legge, insegna Medicina Legale. Di fatto la cronostoria professionale di Giacomo Frati ha destato curiosità e sollevato polemiche sul nepotismo di cui già si parlava all’ateneo romano. Il suo ruolo all’Unità Programmatica Tecnologie cellulari-molecolari applicate alle malattie cardiovascolari sarebbe equiparato a quello di primario. La sua nomina ai vertici della Sapienza arriva appena poche settimane fa, dal Rettore. Erano stati presentati al Tar degli esposti da parte degli altri partecipanti al concorso, contro la gara vinta da Giacomo Frati per aggiudicarsi la cattedra. Avevano vinto, il Tar aveva dato loro ragione, ma nonostante Frati Jr. avesse perso il ricorso in appello contro la sentenza, è riuscito nella sua irrefrenabile ascesa, tra le polemiche nel Senato accademico e la rivolta che è corsa sul web. Il sindacato – la Fials regionale – ha mandato una diffida a Renata Polverini sul ‘caso Frati’ relativamente alle guardie notturne di cardiochirurgia e ha già annunciato un esposto alla magistratura per chiedere conto della produttività concreta di Giacomo Frati in un anno e mezzo di lavoro. Nota dolente sulla maglia nera della mortalità nella cardiochirurgia di Latina, dove il professor Giacomo Frati avrebbe fatto pratica prima di approvare alla Sapienza: nell’esposto alla magistratura si chiederà anche questo. Il senatore Claudio Fazzone, avrebbe sottolineato che alla cardiochirurgia di Latina (Icot), 44 interventi in un anno, di basso profilo, si registrava il più alto indice di mortalità del Lazio, dato emerso anche in un decreto della Regione Lazio datato 29 settembre 2010, in cui si attesterebbe che alla clinica universitaria di Latina (poi chiusa) si registrava una media di mortalità intorno al 2,5%. Giacomo Frati, vedendo i risultati e confrontando i numeri, risponde (e questa risposta-choc la troviamo su Corriere.it grazie a un servizio di Reportime di Milena Gabanelli): “cioè, la cardiochirurgia qui è partita da zero. Faccio presente che quando noi abbiamo iniziato tutto il personale, anche infermieristico, era un personale che non aveva mai visto la cardiochirurgia. Abbiamo fatto simulazione in sala anche con i manichini. Anche per il posizionamento dei devices della circolazione extracorporea”.

TALITA FREZZI

 

Print Friendly
FacebookLinkedIn

One Response

  1. www.blog-news.it
    www.blog-news.it at |

    Dai manichini alla cattedra alla Sapienza di papà Luigi: chi è Giacomo Frati?…

    Da ricercatore che operava sui manichini a professore ordinario della cattedra di Medicina all’Università Sapienza, dove il padre è magnifico Rettore e dove nel corso della storia dell’ateneo hanno trovato un loro posto anche la madre e la sorella. Da …

Leave a Reply