Da Baltimora un rivoluzionario pap-test

BALTIMORA, 19 GENNAIO ’13- E’ di questi giorni la notizia di rilevante carattere scientifico pubblicata da un gruppo di ricercatori coordinati da Luis Diaz docente di oncologia alla Johns Hopkins University di Baltimora (USA) e riguardante una nuova tipologia di Pap-test.

Come noto il pap-test ( ideato da Papanicolau , da cui trae il nome ) è l’esame più antico,ma tutt’ora attuale , per diagnosticare precocemente il tumore del canale cervicale e della cervice uterina. Rappresenta il prototipo degli esami di screening per la sua semplicità di esecuzione e per l’elevata attendibilità dei risultati . Viene effettuato in tutte le donne dai 25 ai 65 anni o comunque dall’inizio dell’attività sessuale , ripetuto ogni 3 anni e consiste nel prelevare mediante una semplice manovra di “ spazzolamento “ cellule del canale cervicale e cervice che poi dopo la specifica colorazione alla Papanicolau vengono osservate al microscopio da dove si evidenziano le eventuali anomalie rappresentate da iniziali alterazioni di carattere precanceroso fino al tumore vero e proprio .

Ovviamente tale metodica studia solo una parte dell’utero e cioè , come già detto , il canale cervicale e la cervice uterina , lasciando fuori sia l’endometrio , cioè il corpo dell’utero, ed ancor più ovviamente le ovaie .

La novità ideata dai ricercatori statunitensi riguarda proprio che dallo stesso campione prelevato mediante pap-test , sono riusciti a diagnosticare anche il tumore dell’endometrio e dell’ovaio.

Questo grazie ad una lettura del campione non più basata sull’aspetto morfologico delle singole cellule , ma alla individuazione mediante lo studio del DNA di alcuni geni contenenti alterazioni specifiche sia per il tumore del corpo dell’utero sia dell’ovaio .

In realtà già ora viene studiato il DNA nelle cellule del pap-test , ma solo per individuare la presenza del papilloma virus che, come risaputo ,è una delle causa dell’insorgenza del tumore della cervice uterina .

Lo studio per ora è stato condotto su un numero limitato di donne ( 46 ) e pertanto richiederà un ulteriore sviluppo , ma apre una strada estremamente importante per due forme tumorali( endometrio ed ovaio ) a tutt’oggi ancora troppo spesso diagnosticate tardivamente per mancanza di specifici esami di screening .

DOTT. GIORGIO ROSSI

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