Curavano l’Alzheimer con le torture, quindici arrestati

SASSARI, 4 AGOSTO ’12 – Botte e torture, vessazioni e umiliazioni a persone anziane, inermi e malate di Alzheimer, rinchiuse in un ospizio che in realtà era un lager. Il calvario per questi malati è finito ieri all’alba, quando i carabinieri in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone e a 5 decreti di perquisizione a carico di altri indagati, hanno fatto irruzione nello stabile (dove avevano già installato delle telecamere nascoste) e arrestato quindici persone. Un’operazione complessa, anche per la fragilità delle vittime, conclusasi con un’ondata di arresti e uno scandalo che ha travolto anche la politica. A finire in manette, secondo quanto riportato dall’Agenzia di stampa ANSA, anche un consigliere regionale del Pdl; quattro medici neurologi (G.D. 43 anni di Ittiri, M.D. 52 di Sassari, M.L. 47enne di Olbia e G. D. 33 di Sennori), collaboratori e familiari dei malati. M.L. e G.D. sono stati ristretti agli arresti domiciliari insieme al consigliere regionale. Per tutti, le ipotesi di reato vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa a maltrattamenti di disabili mentali, sequestro di persona e lesioni personali aggravate.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Cagliari, queste quindici persone avrebbero allestito appartamenti-lager a Ittiri (Sassari) dove torturavano, picchiavano e sottoponevano a maltrattamenti fisici e psichici i malati di Alzheimer, talvolta anche con la complicità degli stessi familiari dei pazienti, informati che quel trattamento bestiale facesse parte di una terapia basata su grossolane nozioni di anatomia e perfino sulla Kabbalah.

Le indagini. Le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo Provinciale e dal Nucleo Operativo della Compagnia di Alghero, con la collaborazione della Stazione di Ittiri, sono partite il 30 marzo scorso, dopo la denuncia di un fuoriuscito dall’associazione Aion – Onlus, che in realtà si sarebbe rivelata un’associazione a scopo di lucro. Attorno a questa associazione sono ruotate le indagini dell’Arma, basate su intercettazioni e riprese video. I neurologi, secondo quanto accertato dai militari, avrebbero promesso di curare l’Alzheimer con un ”protocollo terapeutico” chiamato “psiconeuroanalisi”, diffuso anche su Internet attraverso siti e forum creati appositamente con testimonianze false di “malati”. In realtà, come hanno scoperto i carabinieri, ai pazienti veniva interrotta la somministrazione dei farmaci sostituiti da percosse e torture fisiche, perdita del sonno anche per 48 ore, legatura di mani e piedi, privazione del cibo. Come spiega una nota del comando provinciale dei carabinieri di Sassari, gli indagati sono accusati di aver “costituito un’organizzazione, la Aion Onlus (Associazione Italiana Operativa Neuropsichiatrica), a scopo di lucro, traendo profitti dalle pseudo visite specialistiche e prestazioni professionali, dalle donazioni dei familiari dei pazienti, dalle vendite delle pubblicazioni della società editrice Saturno dagli stessi condotta, nonché dai contributi della Regione Sardegna per progetti di collaborazione con l’Asl (non ancora percepiti) e dalla concessione in comodato gratuito di un’ala dell’ospedale Alivesi di Ittiri. In realtà – come si legge ancora nella nota dei Carabinieri – sotto la copertura formale dell’associazione, due dei medici avevano concepito un ‘protocollo terapeutico’, la psiconeuroanalisi, divulgato a livello nazionale dai loro colleghi, che, sostenuto come efficace terapia contro il morbo di Alzheimer e in genere contro tutte le forme di demenza, si concretizzava in gravissime violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei pazienti”. Le violenze, le vessazioni e le torture sono documentate dai carabinieri con audio e video intercettazioni.

Secondo l’inchiesta, il consigliere regionale “si era adoperato per far stipulare una convenzione tra l’Asl di Sassari e l’Aion (di cui alla delibera 912 del 7.12.2011) per la concessione di alcuni vani dell’ospedale Alivesi di Ittiri, con impegno per futuri progetti di collaborazione, e per la stesura da parte della stessa Asl di un bando per la ricerca scientifica, con particolari requisiti (dagli stessi indagati definito “blindato”), in modo che potesse risultare vincitrice unicamente l’Aion”. Inoltre, la nota dei carabinieri precisa che il consiglioere regionale “aveva ottenuto in due giorni la registrazione dell’Aion nell’albo delle associazioni di volontariato, a fronte dei 5/6 mesi necessari per le verifiche”.

La nuova terapia era “priva di validazione scientifica” e impartita dal neurologo e applicata dai collaboratori (“nessuno dei quali abilitato alle pratiche mediche”), nonché dai familiari consenzienti dei pazienti, convinti della sua validità ed efficacia. Trenta sono i pazienti sottoposti alla “psiconeuroanalisi”. A causa di questi trattamenti, tra novembre 2011 e gennaio scorso due pazienti sono stati portati al pronto soccorso di Sassari per le gravi lesioni riportate, denunciate dai familiari come accidentali.

TALITA FREZZI

 

D: In che consistono le ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e ai maltrattamenti di disabili mentali?

R: L’associazione a delinquere, prevista dall’art. 416 c.p., si realizza quando e per il fatto che tre o più persone si riuniscono allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti della stessa o di diversa specie, in questo caso truffa e maltrattamenti. Il reato sussiste al momento stesso in cui l’associazione è costituita senza che sia richiesto l’inizio dell’attività delittuosa ed è necessario che sussista una minima organizzazione che permetta di realizzare il programma criminoso progettato.

La pena è quella per l’associazione, aumentata per la continuazione per i singoli reati.

D: Quando si configura il sequestro di persona?

R: Il reato di sequestro di persona consiste nel privare qualcuno della libertà personale ossia della libertà di movimento e locomozione in modo da impedire anche solo parzialmente, azioni e movimenti che fanno parte della vita di relazione. La pena prevista è la reclusione da 6 mesi fino ad 8 anni ma è aumentata (da 1 a 10 anni) qualora il fatto venga commesso in danno di un ascendente, discendente o coniuge o da parte di un pubblico ufficiale con abuso dei propri poteri.

AVV.TOMMASO ROSSI

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