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Crollo della palazzina a Barletta, quattro persone ai domiciliari

Posted by on dic 5th, 2011 and filed under Italia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

BARLETTA, 5 DICEMBRE 2011 – Per il crollo della palazzina, avvenuto il 3 ottobre scorso a Barletta, provocando la morte di cinque donne, ci sono quattro perone, tutte di Barletta, poste agli arresti domiciliari e una interdetta dall’attività di architetto. A finire ai domiciliari sono stati il titolare dell’impresa di costruzioni Salvatore Chiarulli, 35 anni, e i sui fratelli, dipendenti della stessa, Andrea e Giovanni, 44 e 38 anni. Con loro anche Cosimo Giannini, 53 anni, il titolare dell’impresa di costruzioni proprietaria del cantiere accanto alla palazzina e dove era stato demolito l’edificio attiguo alla stessa. Fu proprio in seguito a questa demolizione che l’altro immobile, quello dove si trovavano tre operaie che stavano lavorando, in nero, in un laboratorio di confezioni e la figlia dei titolari dello stesso, avrebbe cominciato a dare i primi segni di instabilità fino a crollare. Per il progettista e direttore dei lavori Giovanni Paparella, 49 anni, l’interdizione temporanea dalla professione. Le accuse sono disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni. Secondo le indagini infatti le opere di demolizione al palazzo accanto a quello crollato non erano legittime né conformi al piano di demolizione approvato dall’ufficio tecnico del comune, che chiedeva l’utilizzo di mezzi di piccole dimensioni e altre accortezze utili ad impedire che i palazzi accanto subissero danni. Tra i documenti necessari ad iniziare i lavori, la “dichiarazione di inizio attività”, risultava essere non più valida da diversi mesi.

ELEONORA DOTTORI

D: Tra le accuse si parla di disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Cosa prevede la legge?

R: Il primo consiste nella condotta di chi per colpa (quindi per negligenza, imprudenza o imperizia) cagiona un disastro inteso quale evento di danno o pericolo che colpisce collettivamente persone e cose con effetti straordinariamente gravi) ed è punito con la reclusione da 1 a 5 anni.

Il reato di omicidio colposo plurimo, invece, consiste nel cagionare per colpa (ossia per negligenza, imprudenza ed imperizia) la morte di più persone; la pena prevista nel caso di morte di più persone o morte di una e lesioni di una o più persone è quella che dovrebbe affliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo (e comunque la reclusione non può essere superiore a 15 anni).

D: Quando viene chiesta la custodia in carcere e quando invece i domiciliari?

R: Sono entrambe misure cautelari custodiali, che necessitano di gravi indizi di colpevolezza e di un pericolo cautelare (pericolo di fuga, di reiterazione del reato, di inquinamento probatorio) che si intende tutelare con la misura. La custodia cautelare in carcere si applica solo laddove si ritenga che qualsiasi altra misura meno afflittiva, ivi compresi gli arresti domiciliari, non sia idonea a salvaguardare adeguatamente le esigenze cautelari.

AVV.TOMMASO ROSSI

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