Crisi e lavoro: un uomo si spara a Napoli, un altro si impicca a Enna

NAPOLI, 6 MAGGIO ’12 – Il lavoro di una vita, quello che nonostante i sacrifici ti permette di mandare avanti la famiglia, tutto quello che hai, lo vedi svanire, giorno dopo giorno. Poi arrivano i conti da saldare ma i soldi non bastano e quel lavoro che era già precario lo diventa ancora di più. Quanto vale allora la dignità di un uomo che, con tanti sforzi, ha sempre provveduto al futuro della sua famiglia? Ha cercato di rispondere a questa domanda Pietro Paganelli, 72 anni residente a Pozzuoli, in un biglietto d’addio che ha scritto prima di spararsi un colpo di pistola alla tempia nell’officina dove si è spezzato la schiena per una vita intera. “La dignità vale più della vita di un uomo”, queste le parole che Paganelli ha lasciato alla sua famiglia, disperata perché quell’uomo allegro, forte che amava la vita e il mare poteva chiedere aiuto che una soluzione, magari, si sarebbe potuta trovare. I familiari dell’uomo ai carabinieri avrebbero raccontato del suo turbamento dovuto ad una cartella esattoriale, arrivata proprio a suo nome, di 30mila euro, poi ridotti a 15mila, seguita da una seconda a nome del figlio di 11mila euro. Paganelli aveva ceduto la propria officina per la riparazione di barche al figlio ma nelle procedure di cessazione era stata riscontrata qualche inesattezza, non imputabile a lui come avrebbe spiegato la sorella, e da allora sono cominciati i primi problemi col fisco. Pietro Paganelli quando affrontava il discorso in famiglia si mostrava tranquillo: “Cosa possono portarmi via? Io non ho niente” – diceva – “vivo alla giornata”. La seconda cartella esattoriale però deve averlo preoccupato al punto da portarlo a compiere il gesto estremo. Settantadue anni, quattro figli, una casa in affitto a Pozzuoli, l’officina e il mare. Una vita normale, tanto che quando la moglie e il figlio 39enne ieri non lo hanno visto di prima prima mattina non si sono preoccupati, pensando che avesse preso la barca per fare il solito giro. Le chiavi della barca però erano a casa e il cellulare suonava a vuoto, così il figlio del 72enne si è recato nell’officina, sita nel quartiere Mergellina, e qui ha trovato il corpo del padre. Pietro Paganelli è ricoverato in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale Loreto Mare ma i medici sono scettici sulle sue probabilità di sopravvivenza. Disperata la sorella Paola. Mai si sarebbe aspettata un gesto del genere da un uomo come Pietro che non ha voluto chiedere aiuto a nessuno, neppure a lei che tra le lacrime ripete “l’avrei potuto aiutare”.

A Troina, provincia di Enna, un altro gesto estremo dettato dalla disperazione. Gaetano Trovato Salinaro, 47 anni, lavorava in una piccola ditta. Il suo era un lavoro precario, da poco gli era stato ridotto l’orario e quindi anche lo stipendio, così si era messo alla ricerca di un lavoro stabile per provvedere ai suoi figli, 9 e 4 anni. Ricerche vane, il lavoro Gaetano non lo trova e così ieri si è impiccato nel garage di casa sua. A trovare il corpo è stato il suocero che da diverso tempo aiutava economicamente la famiglia della figlia. Quattro i biglietti d’addio lasciati per spiegare il suo gesto.

ELEONORA DOTTORI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply