Crac Parmalat: no del giudice ai domiciliari, Calisto Tanzi resta in cella

PARMA, 18 LUGLIO ’12 – Calisto Tanzi, patron della Parmalat, dovrà rimanere in carcere. Questa la disposizione del Tribunale di sorveglianza di Bologna in seguito alla richiesta da parte degli avvocati di Tanzi di tramutare la detenzione nei domiciliari. Mancherebbe, secondo quanto scritto nelle motivazioni della decisione dei giudici, un “significativo ripensamento alle condotte antigiuridiche” in sostanza Tanzi non sarebbe pentito e mancherebbe di una “reale collaborazione con gli inquirenti”. Nello specifico gli avvocati del patron della società di Parma avevano chiesto che il loro assistito scontasse la pena nella villa della moglie, tuttavia secondo i giudici, a Tanzi anche in carcere non è preclusa la possibilità di ricevere cure mediche adeguate. Calisto Tanzi sta scontando una pena a un anno e otto mesi per il reato di aggiotaggio ed è stato condannato in appello a 18 anni per bancarotta fraudolenta, legata al fallimento della Parmalat, oltre alla condanna in secondo grado a nove anni per Parmatour, la holding turistica del gruppo Parmalat.

ELEONORA DOTTORI

D: Quali sono le condizioni per mutare la pena in carcere con i domiciliari?

R: Normalmente il limite di pena residua per accedere alla detenzione domiciliare è di 4 anni di pena residua in presenza di madre o opadre di prole di età inferiore a 10 anni, persona con più di 60 anni se inabile anche parzialemtne e persona minore di anni 21 per comprovate esigenze di studio, lavoro famiglia, oltre a persone in condizioni di salute particolarmente gravi. Inoltre ogni pena può essere espiata in detenzione domiciliare quando si tratta di persona con oltre 70 anni.
Il diritto alla salute è un diritto costituzionale che prevale su ogni altra finalità costituzionale tra cui anche lo scopo rieducativo della pena. Ma, ovviamente, l’ordinamento penitenziario prevede, nei casi di necessità, che il diritto alla salute venga contemperato con le previsioni di legge in punto di pena detentiva o misure alternative.In carcere sono assicurate le cure mediche anche specialistiche (con visite da parte di medici “esterni”), e comunque è prevista la possibilità che il soggetto detenuto sia accompagnato di volta in volta in ospedale per sottoporsi ai necessari trattamenti diagnostici e terapeutici.E’ previsto, poi, che in caso di persona in condizioni di salute particolarmente gravi, che richiedano costanti contatti con presidi sanitari territoriali, il detenuto possa accedere alla detenzione domiciliare oltre i normali limiti di pena previsti, e cioè quando la reclusione anche residua non superi 4 anni. Il codice penale prevede che, in caso di soggetto con AIDS conclamato o altra malattia particolarmente grave in stato così avanzato da non rispondere più ad ogni trattamento medico, per effetto della quale le sue condizioni risultino incompatibili con lo stato detentivo, l’esecuzione della pena possa essere rinviata.La stessa misura si applica in caso di donna incinta o di madre di infante inferiore ad un anno.
Per le stesse categorie di soggetti la legge di ordinamento penitenziario prevede inoltre che il Tribunale di Sorveglianza applichi, oltre ogni limite di pena, l’affidamento in prova o la detenzione domiciliare in luogo della detenzione.

D: In cosa consiste il reato di aggiotaggio?

R: L’aggiotaggio consiste nella manipolazione di un titolo sul mercato finanziario finalizzata a cambiarne il prezzo oppure la percezione del valore dello stesso da parte degli agenti del mercato; tale manipolazione può essere operativa (si compie direttamente sui mercati finanziari attraverso operazioni, anche fittizie) oppureinformativa (diffusione di informazioni false o tendenziose relative alle società emittenti titoli su mercati finanziari). In particolare è l’art. 2637 del codice civile a prevedere la reclusione da 1 a 5 anni per chiunque diffonde notizie false oppure realizza operazioni simulate a causare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari ovvero ad incidere in modo significativo sull’affidamento pubblico in ordine alla stabilità patrimoniale di banche.

AVV.TOMMASO ROSSI

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