Crac da oltre 60 milioni. Arrestato l’imprenditore Tonino Perna a capo della It Holding

ISERNIA, 9 GENNAIO ’12 – Bancarotta fraudolenta per un totale di oltre 60 milioni di euro. Con questa accusa sono scattate le manette ai polsi dell’imprenditore Tonino Perna, al vertice del gruppo It Holding, una società di moda che produceva capi di abbigliamento per nomi come Gianfranco Ferrè, Just Cavalli, Romeo Gigli, Dolce e Gabbana, tanto per dirne alcuni. Le Fiamme Gialle stanno procedendo al sequestro preventivo di beni riconducibili a Perna: tre immobili a Capri, tra cui una villa, una casa a Roma, in piano centro, un’altra a Porto Cervo, uno yacht e conti correnti davvero corposi, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro. È stato il Giudice per le indagini preliminari di Isernia a chiedere il provvedimento cautelare nei confronti dell’imprenditore che è stato trasferito nel carcere della città molisana. Perna sarebbe accusato di bancarotta fraudolenta e anche di reati fiscali legati all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. In merito al crack sono state disposte tre misure di interdizione alla professioni nei confronti del commercialista del gruppo It Holding Simone Feig e degli avvocati Antonio Di Pasquale e Maurizio Negro, ex amministratori della società. Per queste tre persone, ma nel registro degli indagati i nomi sarebbero una ventina, figurano gli stessi reati contestati a Perna il quale, per via di scelte “scellerate”, avrebbe portato al fallimento del gruppo al quale da gennaio 2009 era stata applicata la procedura di amministrazione straordinaria.

ELEONORA DOTTORI

D: Cosa prevede la legge per il reato di bancarotta fraudolenta?

R: Esistono varie tipologie di bancarotta tra cui quella “semplice” ossia causata da una imprudenza, negligenza o imperizia e quella “fraudolenta” quando si realizza una vera e propria frode con lo scopo di recare pregiudizio ai creditori, in particolare quando prima o durante il fallimento gli amministratori e altri soggetti qualificati di una società abbiano occultato, distrutto, distratto (e quindi sottratto) o dissipato, in tutto o in parte, i loro beni ovvero, al fine di arrecare danno ai creditori, abbiano dichiarato o riconosciuto delle passività inesistenti; prima del fallimento abbiano sottratto, distrutto o falsificato in tutto o in parte, al fine di procurare a loro ad altri un ingiusto profitto o al fine di procurare danno ai creditori, i libri e le altre scritture contabili o li abbia tenuti in modo tale da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio o del reale movimento degli affari; prima o durante la procedura fallimentare, abbiano eseguito pagamenti o simulato titoli di prelazione, al fine di favorire alcuni creditori a danno di altri.

D: Perché è stato disposto il sequestro delle proprietà di Pernia?

R: Si tratta in questo caso di sequestro preventivo dei beni. Il nostro ordinamento penale prevede varie tipologie di sequestri a seconda della loro natura e finalità. In particolare con funzioni probatorie, il c.d. sequestro probatorio, disposto dall’Autorità Giudiziaria al fine di ricercare elementi di prova e di accertare i fatti; con funzioni cautelari invece sono previsti il sequestro preventivo (come in questo caso) e conservativo di cui il primo serve ad impedire l’ulteriore consumazione dello stesso o altro reato o la prosecuzione delle illecite conseguenze, mentre il secondo serve ad assicurare il pagamento delle pene pecuniarie e del risarcimento dei danni derivanti dal reato (ha per oggetto beni mobili, immobili, crediti etc).  Il sequestro preventivo che in alcuni casi è obbligatorio può convertirsi in quello probatorio, in quello conservativo oppure essere sostituito con la confisca che comporta la definitiva acquisizione del bene da parte dello Stato.

D: Che cos’è l’amministrazione straordinaria?

R: L’amministrazione straordinaria delle grandi aziende in crisi è una procedura straordinaria appunto introdotta con Legge Prodi del 1979 con finalità di conservazione del patrimonio dell’impresa in difficoltà, mirando al recupero e al risanamento di imprese che versano in stato di insolvenza prima della dichiarazione di fallimento, con la nomina allo scopo di un commissario straordinario che tenta appunto il risanamento attraverso un programma di ristrutturazione aziendale e di cessione di beni.

AVV.TOMMASO ROSSI

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