Cosentino salvo. La Camera vota contro l’arresto


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ROMA, 12 GENNAIO ’12 – Con 309 voti contrari, la Camera vota no all’arresto di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’Economia e coordinatore del Pdl campano, accusato di una presunta collusione con la Camorra. La votazione, avvenuta a scrutinio segreto (come chiesto dal Pdl, ndr), ha visto il voto favorevole all’arresto di 298 deputati e nessuna astensione. Tra quelli che non hanno partecipato al voto figurano otto deputati del Pdl, due della Lega Nord tra cui Umberto Bossi, due del Pd e uno dell’Udc. Sei sono stati i voti, determinanti, dei radicali. Immediati in aula i gesti di solidarietà nei confronti di Cosentino che è stato raggiunto dai deputati del Pdl, non appena il presidente della Camera Gianfranco Fini ha dato lettura del risultato. Non si è scomposto invece Silvio Berlusconi, che però ha palesato la propria soddisfazione ai colleghi del partito. La reazione più calorosa è stata senz’altro quella di Alfonso Papa, deputato pidiellino a cui sono stati revocati i domiciliari lo scorso dicembre, dopo che la Camera aveva votato a favore dell’arresto nell’ambito dell’inchiesta sulla P4 (sempre con scrutinio segreto, 319 voti a favore, 293 i contrari, ndr). Nicola Cosentino è indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli per corruzione, falso e riciclaggio. Sarebbe lui, secondo l’accusa il referente del clan dei Casalesi: Cosentino avrebbe fatto pressioni sulla Unicredit affinché venisse concesso un finanziamento ad una società legata al clan camorristico per realizzare un grosso centro commerciale a Villa Briano. Non solo, il deputato sarebbe coinvolto anche in un giro per lo scambio di voti durante le amministrative del 2007 e del 2010, come accertato dagli inquirenti. Tante le reazioni del mondo politico dopo il voto in relazione al quale lo stesso Cosentino, nei giorni scorsi, si era detto tranquillo.

ELEONORA DOTTORI

D: Il voto contrario all’arresto significa che l’inchiesta su Cosentino è chiusa?

R: No, assolutamente no. Significa che in quanto parlamentare è stato detto no al suo arresto e all’applicazione in questa fase di misure cautelari. Il procedimento a suo carico procederà comunque, in libertà, sino all’esito.

D: Perché è la Camera a doversi pronunciare sull’arresto di un parlamentare?

R: Si pronuncia la camera di appartenenza, Camera o Senato.

D: Perché esiste questo privilegio per i nostri Parlamentari?

R:La nostra Costituzione all’art. 68 (come modificato dalle legge costituzionale n. 3 del 1993) prevede che senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun parlamentare può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale e mantenuto in detenzione (tranne nelle ipotesi di esecuzione di una condanna irrevocabile oppure di arresto in flagranza di un reato per il quale è previsto l’arresto obbligatorio). Anche per la sottoposizione dei membri del Parlamento ad intercettazioni in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni o a sequestro di corrispondenza è necessaria l’autorizzazione della Camera del Parlamento cui appartiene. Tale particolare trattamento riservato ai parlamentari è giustificato, o meglio lo era nelle intenzioni originarie dell’assemblea costituente, dalle funzioni di rilievo costituzionale dagli stessi esercitate e dalla paura che le stesse potessero essere in qualche modo limitate.

AVV.TOMMASO ROSSI

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