Consiglio europeo per i figli dei divorziati: quattro arresti a Milano

MILANO, 19 LUGLIO ’12 – Rapivano i figli delle coppie divorziate per conto, e dietro pagamento, del coniuge che non aveva ottenuto l’affido. Sarebbe questa, in sostanza, l’accusa nei confronti del Ceed, il consiglio europeo per i figli dei divorziati. Le indagini avrebbero preso il via dal caso di una donna milanese, M. C., i cui figli erano stati affidati dal Tribunale di Monaco e dalla giustizia italiana all’ex marito tedesco. Il Tribunale di Milano aveva condannato la donna, arrestata nel marzo del 2011, per sottrazione di minori poiché secondo l’accusa il giorno dell’arresto avrebbe cercato di scappare in Libano con i figli che aveva tenuto nascosti in Slovenia per diversi mesi. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Milano, avrebbero rivelato però che il piano di fuga della Colombo non era tutta farina del suo sacco anzi, sarebbe stato Oliver Karrer, il francese direttore della Ceed, ad organizzare tutto dietro un corrispettivo di 20mila euro versati dalla donna milanese. La Procura starebbe indagando su decine di casi. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla sottrazione di minore e al sequestro di persona. Oltre a Karrer sono stati arrestati i cittadini tedeschi Bjorn Schallmey e Silvia Kalina, tedesca, e l’americana Kimbely Hines, tutti facenti parte dell’associazione.

ELEONORA DOTTORI

D: Come viene disciplinato nel nostro ordinamento il reato di sottrazione di minore?

R: In Italia esiste il reato di “sottrazione di persone incapaci” (art. 574 c.p.) che punisce chiunque sottrae un minore degli anni 14 o un infermo di mente al genitore esercente la patria potestà dei genitori, al tutore o al curatore o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia ovvero lo ritiene senza la volontà dei medesimi. Il reato è perseguibile a querela del genitore esercente la potestà dei genitori, del tutore o curatore e la pena prevista è la reclusione da 1 a 3 anni.

L’art. 574 bis del codice penale, invece, punisce la “sottrazione ed il trattenimento di minore all’estero” per cui salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la potestà dei genitori conducendolo o trattenendolo  all’estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l’esercizio della potestà genitoriale, è punito con la reclusione da 1 a 4 anni. Il reato in questo caso è punibile d’ufficio e  qualora poi il fatto venga commesso da un genitore in danno del  figlio minore, la condanna comporta la sospensione dell’esercizio della potestà genitoriale.

AVV.VALENTINA COPPARONI

 

Consiglio europeo per i figli dei divorziati: quattro arresti a Milano

MILANO, 19 LUGLIO ’12 – Rapivano i figli delle coppie divorziate per conto, e dietro pagamento, del coniuge che non aveva ottenuto l’affido. Sarebbe questa, in sostanza, l’accusa nei confronti del Ceed, il consiglio europeo per i figli dei divorziati. Le indagini avrebbero preso il via dal caso di una donna milanese, Marinella Colombo, i cui figli erano stati affidati dal Tribunale di Monaco e dalla giustizia italiana all’ex marito tedesco. Il Tribunale di Milano aveva condannato la donna, arrestata nel marzo del 2011, per sottrazione di minori poiché secondo l’accusa il giorno dell’arresto avrebbe cercato di scappare in Libano con i figli che aveva tenuto nascosti in Slovenia per diversi mesi. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Milano, avrebbero rivelato però che il piano di fuga della Colombo non era tutta farina del suo sacco anzi, sarebbe stato Oliver Karrer, il francese direttore della Ceed, ad organizzare tutto dietro un corrispettivo di 20mila euro versati dalla donna milanese. La Procura starebbe indagando su decine di casi. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla sottrazione di minore e al sequestro di persona. Oltre a Karrer sono stati arrestati i cittadini tedeschi Bjorn Schallmey e Silvia Kalina, tedesca, e l’americana Kimbely Hines, tutti facenti parte dell’associazione.

ELEONORA DOTTORI

D: Come viene disciplinato nel nostro ordinamento il reato di sottrazione di minore?

R: In Italia esiste il reato di “sottrazione di persone incapaci” (art. 574 c.p.) che punisce chiunque sottrae un minore degli anni 14 o un infermo di mente al genitore esercente la patria potestà dei genitori, al tutore o al curatore o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia ovvero lo ritiene senza la volontà dei medesimi. Il reato è perseguibile a querela del genitore esercente la potestà dei genitori, del tutore o curatore e la pena prevista è la reclusione da 1 a 3 anni.

L’art. 574 bis del codice penale, invece, punisce la “sottrazione ed il trattenimento di minore all’estero” per cui salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la potestà dei genitori conducendolo o trattenendolo  all’estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l’esercizio della potestà genitoriale, è punito con la reclusione da 1 a 4 anni. Il reato in questo caso è punibile d’ufficio e  qualora poi il fatto venga commesso da un genitore in danno del  figlio minore, la condanna comporta la sospensione dell’esercizio della potestà genitoriale.

AVV.TOMMASO ROSSI

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