Coniugi uccisi a Lignano dopo una rapina: fermata una sudamericana, si cerca il complice

LIGNANO, 17 SETTEMBRE ’12 – Potrebbe essere arrivata la svolta nelle indagini sull’omicidio di Paolo Burgato e Rosetta Sostero, rispettivamente 69 e 66 anni, torturati e poi uccisi nella loro casa di Lignano Sabbiadoro. I carabinieri hanno fermato una ragazza sudamericana di 21 anni, residente da almeno venti a Lignano dove lavora come commessa, ritenuta responsabile del duplice omicidio avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 agosto scorsi. La giovane sarebbe stata fermata mentre premeditava la fuga, forse sentiva il cerchio degli inquirenti stringersi sempre di più attorno a lei. In caserma intanto, i militari hanno interrogato altri cinque sudamericani, di cui tre donne, tutti conoscenti della 21enne ritenuta esecutrice materiale del delitto che avrebbe compiuto, secondo le forze dell’ordine, con il suo compagno, al momento ancora latitante.

ELEONORA DOTTORI

D: L’accusa è omicidio? Si possono ravvisare delle aggravanti? Quali le pene previste in questi casi?

R: E’ ipotizzabile l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione dato che l’uccisione sembra essere stata pianificata in anticipo e, forse dai futili motivi e dalla crudeltà. La pena può arrivare con le aggravanti all’ergastolo.

D: La latitanza potrebbe peggiorare la posizione del ricercato qualora dovesse dimostrarsi la sua colpevolezza?

R: Il nostro ordinamento  considera “latitante” il soggetto che si sottrae volontariamente ad un ordine di carcerazione per una pena definitiva o, nel caso di indagati,  ad una ordinanza applicativa di misura cautelare custodiale (compresi gli arresti domiciliari)  o dell’obbligo di dimora. La latitanza non costituisce un autonomo reato ma è un’aggravante qualora nel periodo di latitanza si commettano altri reati e si differenzia dall’evasione che invece consiste nel fatto che in quest’ultima ipotesi la restrizione della libertà personale è già avvenuta ed il soggetto si sottrae ad essa. Inoltre mentre lo status di latitante deve essere dichiarato con apposito provvedimento dopo che le ricerche effettuate dalla polizia giudiziaria risultano infruttuose, per l’evaso ciò non serve.
Se una persona latitante si costituisce spontaneamente potrebbe essere una circostanza valutabile positivamente dall’autorità giudiziaria anche se poi la questione dovrà essere valutata caso per caso.

AVV. TOMMASO ROSSI

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