Condannato il corvo ad 1 anno e 6 mesi, così decide il Vaticano

CITTA’ DEL VATICANO, 6 Ottobre 2012 – E’ uscita oggi la sentenza di condanna per il Corvo dei segreti vaticani, Paolo Gabriele. Un anno e sei mesi di reclusione per furto aggravato, stabiliti dal Tribunale giudicante, in nome della santissima Trinità: “Visto l’art. 26 della legge 21 giugno 1969m n.1, considerato l’assenza di precedenti penali, le risultanze dello stato di servizio in epoca antecedente ai fatti contestati, il convincimento soggettivo – sia pure erroneo – indicato dall’imputato quale movente della sua condotta, nonché la dichiarazione circa la sopravvenuta consapevolezza di aver tradito la fiducia del Santo Padre, diminuisce la pena ad anni uno (1) e mesi sei (6) di reclusione. Condanna il medesimo al risarcimento delle spese processuali“. Il promotore di giustizia Nicola Picardi, alla fine delle indagini, aveva chiesto una condanna a tre anni per Gabriele che però è stata ridotta grazie al fatto che Gabriele risultava incensurato e non spinto dall’intenzione di arrecare consapevolmente un danno al Santo Padre.

Colpevole o Innocente? – Ad ogni modo, ancora l’ex maggiordomo potrà sperare nella grazia del Papa. Grazia in cui Paolo Gabriele può ben sperare avendo esternato più volte il senso di colpa fortissimo che affligge il suo stato d’animo. «La cosa che sento forte dentro di me è la convinzione di aver agito per esclusivo amore, viscerale direi, per la Chiesa di Cristo e per il suo Capo visibile. Se lo devo ripetere non mi sento un ladro», dichiara di fronte ai giudici, alla domanda «Si sente colpevole o innocente?»

I documenti segreti – Nessun riferimento, nelle sentenza, al contenuto dei documenti sequestrati, motivo del processo. Tuttavia, sembrerebbe che Gabriele avesse consegnato al suo padre spirituale, Don Giovanni Luzi, copia dei documenti sottratti. Il dubbio dunque rimane. Quali segreti contenevano i documenti vaticani? E perché Paolo Gabriele, in qualità di semplice maggiordomo, avrebbe avuto interesse nel sottrarli? E’ possibile che le 82 scatole di documenti sequestrati fossero destinate a qualcuno, magari in cambio di soldi. Ma a chi? E perché? La cosa certa, è che il mistero dei Vatileaks avrà vita ben più lunga di questo processo.

CLARISSA MARACCI

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