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Condannati per il massacro della madre coraggio Teresa Buonocore

Posted by on ott 18th, 2011 and filed under Italia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

NAPOLI, 18 OTTOBRE ’11 – Aveva testimoniato nel processo contro gli stupratori di sua figlia e per questo, Teresa Buonocore madre-coraggio di Napoli, era stata uccisa. Era il settembre 2010, l’omicidio si era consumato sul Ponte dei Francesi. La donna era stata crivellata a colpi di pistola mentre si trovava al volante della sua auto. Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri Teresa Buonocore sarebbe stata freddata perché dopo essersi costituita parte civile nel processo a carico degli stupratori Alberto Amendola e Giuseppe Avolio, era decisa a chiedere una provvisionale di 25.000 euro, come stabilito dai giudici al termine del processo per violenza sessuale di sua figlia. Un movente più che valido per ucciderla.

Ieri si è concluso il processo in primo grado per i killer della donna, che hanno scelto il rito abbreviato. Alberto Amendola è stato condannato a ventidue anni di carcere e Giuseppe Avolio a diciotto, anche se i pm Danilo De Simone e Graziella Arlomede nella loro lunga requisitoria avevano chiesto al gup Umberto Lucarelli il carcere a vita per entrambi gli imputati. C’è un terzo uomo, coinvolto sia negli abusi sulla ragazzina che nell’omicidio della madre. Si tratta di Enrico Perillo, condannato per la violenza sessuale che avendo scelto il rito ordinario comparirà davanti al giudice il 26 ottobre. Perillo è considerato il presunto mandante dell’omicidio di Teresa Buonocore, di cui si sono sporcati le mani solo Amendola e Avolio, esecutori materiali del massacro.

TALITA FREZZI

D: Quando è possibile scegliere il rito abbreviato? Cosa cambia rispetto all’ordinario in termini di benefici ai fini della pena?

R:Il giudizio abbreviato è un rito alternativo che può chiedere l’imputato che in questo modo decide ed accetta di farsi giudicare sulla base degli atti di indagine raccolti fino a quel momento dal pubblico ministero ed eventualmente anche dal difensore mediante le indagini difensive. Ciò comporta una notevole deflazione del carico della giustizia, in quanto si evita di celebrare il dibattimento, cioè il processo vero e proprio in cui vengono nuovamente assunte tutte le prove precedentemente raccolte nelle indagini oralmente ed in contraddittorio tra le parti davanti al Tribunale. La scelta di questo rito ha un riflesso premiale per l’imputato che consiste nello sconto di pena di un terzo.
Il giudizio abbreviato inoltre può essere semplice (in questo caso il Giudice è obbligato a concederlo) oppure condizionato all’acquisizione di alcune prove in contraddittorio (in questo caso il Giudice ha facoltà di concederlo e non è invece obbligato). In ogni caso il Giudice può disporre anche d’ufficio l’acquisizione di altre prove ritenute necessarie ai fini della decisione.

D: Quali reati sono contestati ad Amendola e Avolio?

R: Quello di concorso in omicidio volontario premeditato senza l’aggravante dei motivi futili ed abietti che, pur contestata, è stata esclusa dal Gup in sede di definizione del processo in udienza preliminare con il rito del giudizio abbreviato.

D: Come mai non sono stati condannati al carcere a vita, essendo gli esecutori materiali sia della violenza sessuale sulla minore che dell’omicidio della madre?

R:Come detto il Gup ha escluso l’aggravante dei motivi abietti e futili e ha riconosciuto le attenuati generiche equivalenti con la premeditazione. In questo modo, considerando che la scelta del rito abbreviato comporta la riduzione di 1/3 della pena, si è giunti ad una condanna inferiore all’ergastolo.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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