Concordia:incidente probatorio sulla scatola nera. Un robot cerca i 21 dispersi

GROSSETO, 21 GENNAIO ’12 – Il mare si sta mangiando il relitto del Concordia, la nave della Costa Crociere naufragata davanti a Isola del Giglio il 13 gennaio scorso. Il mare, in queste ore sempre più agitato, minaccia di inghiottire il colosso, che si sposta di 7 millimetri ogni ora che passa. Ed è una corsa contro il tempo la ricerca dei dispersi, di quelle ventuno persone che mancano ancora all’appello. Se la nave dovesse inabissare completamente, sarebbe appesa a un filo la speranza di trovare ancora qualcuno dei dispersi in vita. I soccorsi non mollano, anche se le condizioni del Concordia, sempre più inclinato e sommerso, rendono difficili le operazioni di ricerca. Finora i sub, sommozzatori e palombari della Guardia Costiera, dei Vigili del Fuoco e della Marina Militare si sono immersi, legati a una sorta di “filo d’Arianna” collegato con la superficie, per evitare che una volta entrati nel dedalo della nave, in quella pancia oscura e sommersa, non si perdessero a loro volta e, in caso di emergenza, potessero essere tirati fuori tempestivamente. Ora, anche questo è impossibile. Pesano sulle ricerche le condizioni meteo, che dopo giorni di tregua, ora stanno peggiorando. Si annuncia la giornata peggiore, in cui le onde arriveranno anche a 150 centimetri. Le ricerche dei sommozzatori sono state al momento sospese, si continua invece attraverso l’uso di un robot che sta scandagliando la pancia oscura della nave, dove sono ancora intrappolate 21 persone, tra cui la piccola Dayana Arlotti, di cinque anni. Sua mamma è arrivata a Isola del Giglio, aspetta sul molo che i soccorritori le riportino sua figlia viva. Prega e ha paura come solo una madre può averne. Intanto, la Procura di Grosseto ha richiesto al gip di procedere tramite incidente probatorio all’analisi della scatola nera che si trovava a bordo della Concordia. La richiesta è stata notificata alle parti solo ieri. E’ stata notificata anche all’avvocato difensore del comandante Francesco Schettino (ora agli arresti domiciliari). Il legale ha fatto sapere che il suo assistito ricorrerà al tribunale del Riesame contro il provvedimento degli arresti domiciliari.

Mentre il numero delle vittime resta a 11, ricordiamo ancora una volta l’elenco dei dispersi, il cui numero ufficiale resta 24 poiché vi sono ancora tre cadaveri che non sono stati identificati. Si cercano ancora 21 persone, là nella pancia del Concordia.

Gli italiani: Dintrono Maria (la sposa 30enne di Biella), Girolamo Giuseppe (batterista, membro equipaggio, disperso per aver ceduto il posto in scialuppa a un bambino), Trecarichi Maria Grazia, Virzì Luisa Antonia, Arlotti Dayana (la bambina di 5 anni), Arlotti Williams (il papà di Dayana). I tedeschi: Bauer Elisabeth, Ganz Christina Mathi, Ganz Norbert Josef, Grube Gabriele, Hoer Egon, Neth Margarethe, Schall Inge, Stumpf Siglinde, Werp Brunhild, Werp Josef, Galle Horst, Schroeter Margrit. Mancano anche 2 francesi: Blemand Michael e Litzler Mylene; un indiano: Rebello Russel Terence (cameriere, membro dell’equipaggio), una peruviana: Soriamolina Erika Fani (donna delle pulizie, membro dell’equipaggio), 2 turisti americani: Heil Barbara e Heil Gerald.

TALITA FREZZI

D: Che cosa significa incidente probatorio? Quando si ricorre ad esso?

R: E’ un strumento del nostro processo penale che permette, su richiesta del pubblico ministero o della difesa dell’indagato, di procedere ad assumere in un’apposita udienza ed in maniera anticipata rispetto al dibattimento, alcuni mezzi di prova (tra cui appunto la perizia come in questo caso) e ciò sulla base di tassativi presupposti tra i quali, per citarne alcuni, rientra l’ipotesi di prove esposte a possibile inquinamento o deterioramento nel tempo. Il pubblico ministero e la persona sottoposta alle indagini possono altresì chiedere una perizia che, se fosse disposta nel dibattimento, ne potrebbe determinare una sospensione superiore a sessanta giorni. Le prove assunte attraverso questo strumento hanno piena efficacia nella fase dibattimentale.

D: Cosa significa che la difesa di Schettino ricorrerà al Tribunale del Riesame?

R: Leggendo l’ordinanza applicativa della misura cautelare si comprende come il GIP la abbia fondata unicamente sul pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, ed in particolare in relazione al reato di cui all’art. 591 c.p. di abbandono di persone sottoposte al proprio dovere di custodia e cura, in quanto comunque al momento non risulta alcun provvedimento di revoca della licenza per navigare. La difesa ha intenzione di impugnare l’ordinanza in questione con il previsto metodo del riesame, da esperirsi entro 10 giorni dalla notifica del provvedimento. Il tribunale del Riesame, detto anche Tribunale della Libertà in quanto competente in materia di misure cautelari, potrà confermare, annullare o riformare l’ordinanza impugnata.

AVV.TOMMASO ROSSI

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