Concordia: Schettino intercettato, ‘la nave si inclinava, sono sceso’.


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GROSSETO, 25 GENNAIO ’12 – Il comandante Francesco Schettino ancora nell’occhio del ciclone, al centro di una polemica che sembra infinita. Stavolta si parla di lui in merito alle intercettazioni telefoniche che hanno registrato una sua conversazione in cui rivelava di essere sceso dalla nave quando si stava inclinando. Schettino avrebbe chiamato un amico, un certo Albert, proprio il 14 gennaio mentre era nella caserma dei carabinieri di Orbetello, dopo il naufragio. Quando ho capito che la nave si stava inclinando ho preso e sono sceso”, avrebbe detto all’amico, aggiungendo di esseretornato indietro per prendere la radio, poi è andato sul ponte, equando ha visto che la nave si inclinava si è recato sul ponte all’aperto per vedere se la nave si aggiustasse in mezzo agli scogli. Ha chiamato con il cellulare per non perdere la linea, poi quando ha capito che la nave si stava inclinando è sceso. Ora mi trovo con la testa sotto e con le gambe all’aria senza sapere nulla“. Anche questi elementi sono stati messi agli atti. Intanto, il comandante resta agli arresti domiciliari.

Estrazione del carburante.Intanto sono iniziate le operazioni di preparazione allo svuotamento delle cisterne interne al relitto del Concordia da parte della società specializzata “Smit Salvage”. Sabato quelle 2.400 tonnellate di carburante saranno estratte dalla nave.

Le vittime e i dispersi.La lotta contro il tempo allunga la lista della morte. Ieri pomeriggio è stato ritrovato il cadavere di un’altra donna. E’ stato identificato. Si tratta di Luisa Antonia Virzì, siciliana, imbarcata insieme a una sua amica, Maria Grazia Trecarichi che risulta ancora dispersa. E’ il dodicesimo giorno di emergenza, il dodicesimo giorno dopo il tremendo naufragio del Concordia di fronte alle coste di Isola del Giglio. Finora il numero delle vittime accertate è salito a 16 (ancora sette non sono state identificate). Il numero dei dispersi è stabile a 22. Disperazione e dolore per la piccola Dayana Arlotti, la bambina di cinque anni di cui non si sa ancora nulla, scomparsa in mare insieme al padre. Intanto i sommozzatori si sono immersi di nuovo per cercare gli altri dispersi. Saranno aperti altro varchi, soprattutto sul ponte 3. I famigliari dei dispersi restano sull’isola, pregano, aspettano. Ieri è arrivato sull’Isola anche l’ambasciatore americano David Thorne per incontrarli. E una tragedia immensa e non solo per le famiglie americane”, ha detto l‘ambasciatore.

Le macchie oleose. La preoccupazione del prefetto Gabrielli, capo della protezione civile e responsabile dell’emergenza al Giglio, è ora per quella chiazza oleosa avvistata verso Talamone. Una grossa macchia d’olio già isolata e di cui sono stati prelevati campioni da Arpat e Ispra per condurre analisi. Il rischio ambientale non è dato solo dal carburante nelle cisterne interne, ma anche dalle acque nere determinate dalla putrescenza della cambusa (la nave Concordia era appena salpata, quindi la cambusa era piena) che potrebbero fuoriuscire dal relitto. Ora la splendida nave battente bandiera italiana è un mostro arenato di fronte alle coste toscane che produce ogni giorno una quantità incredibile di rifiuti, riversati in un mare cristallino che ora rischia di imputridirsi con inevitabili danni ambientali e ovviamente, turistici per la stessa Regione. Dal Il Concordia contiene almeno 4 mila sedie, oltre quattromila materassi, stoviglie per 4 mila persone ma anche acidi per pulire, oli lubrificanti e di origine vegetale, detersivi. Gabrielli ha scritto alla Costa Concordia per avere un “piano di recupero rifiuti. Lettera che è stata inviata per conoscenza alla procura di Grosseto.

Il testimone. C’è un testimone chiave che avrebbe raccontato agli inquirenti che il comandante Schettino era assolutamente asciutto sugli scogli, al momento del naufragio. Si tratta di Dimitrios Christidis, che avrebbe assunto l’incarico di secondo comandante della Costa Concordia il 14 gennaio, all’arrivo nel porto di Savona. La sera del 13 gennaio, mentre il colosso stava naufragando, era un “comune passeggero, che se ne stava nella sua cabina a guardare “Zelig”. Ma ha partecipato insieme all’equipaggio alle operazioni di soccorso ed evacuazione della nave, poi, a causa della forte inclinazione del Concordia, si sarebbe gettato in mare e avrebbe raggiunto a nuoto la scogliera dove invece c’era Schettino. Lui “perfettamente asciutto a differenza di me che ho raggiunto a nuoto la scogliera ed ho cercato di aiutare i naufraghi a salire sugli scogli stessi”, come ha dichiarato il testimone agli inquirenti.

Christidis era nella sua cabina, come detto, davanti alla tv. “Ho percepito un’accostata rapida, dopodiché un sussulto come se la nave stesse vibrando e virando allo stesso tempo. Poi ho notato che la nave iniziava leggermente ad inclinarsi… Mi sono precipitato fuori dalla mia cabina iniziando a correre nel corridoio per recarmi immediatamente verso la sala comando. Qui c’era Schettino (oltre a qualche altra persona di cui non ho adesso memoria), al quale Christidis avrebbe chiesto cosa stesse accadendo.“Mi ha risposto che sicuramente la nave si era incagliata sul basso fondale. La nave imbarcava acqua allora Christidis ha informato con un telefono la sala comando, dove poi è tornato. In accordo con il comandante l’ufficiale è poi sceso al ponte 4 per “mettere in atto i suoi ordini per l’abbandono della nave. Non c’era tempo per approntare le lance e far salire tutti i passeggeri, quindi ha invitato a gettarsi in acqua e raggiungere a nuoto la scogliera, aiutando lui stesso insieme agli altri dell’equipaggio, le persone a mettersi in salvo. “Pur non avendo il giubbotto salvagente anche io mi sono tuffato in acqua ed ho aiutato i naufraghi ad arrivare a terra aiutato anche da altri colleghi. Raggiunta anch’io la scogliera … ho visto che c’era già il comandante della nave che stava guardando la stessa che continuava ad inclinarsi. Ho chiesto quali erano le sue intenzioni, ricevendo la risposta di mandare via i passeggeri in quanto lui sarebbe rimasto sul posto per poter controllare la situazione… Il comandante non si presentava bagnato e stava parlando al telefono con la società. Lo stralcio della lunga ricostruzione fatta da Dimitrios Christidis durante l’audizione con i magistrati (è stato sentito come testimone) è già agli atti della Procura di Grosseto. Anche su queste si lavorerà per far luce sulle responsabilità del disastro.

TALITA FREZZI

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