Concordia restituisce altri due cadaveri di donne, tra cui la sposina di Biella

GROSSETO, 24 GENNAIO ’12 – Il relitto del Concordia ormai quasi totalmente inabissato restituisce i corpi di altre due donne. Una è Maria Dintrono, la sposina trentenne di Biella in crociera con la sua famiglia (salva). L’altro cadavere non è stato ancora identificato. Siamo all’undicesimo giorno di emergenza sull’Isola del Giglio dopo il drammatico naufragio che finora è costato la vita a 15 persone (di cui solo 9 identificate, sei ancora senza identità) e nella quale sono ancora oggi disperse 24, o forse 25 se sarà accertato che tra i mancanti all’appello c’è anche una donna ungherese presunta passeggera del Concordia. Su questo stanno ancora lavorando le autorità ungheresi. Il cadavere di Maria e dell’altra povera donna, sono stati ritrovati ieri sera dopo che i palombari del Gos della Marina militare si erano aperti dei varchi con l’esplosivo sui ponti 3 e 4. La lista della morte di allunga. I corpi sono stati trasferiti in elicottero a terra, per l’identificazione cui procede lo speciale pool di esperti della Scientifica che da giorni, dal momento dell’emergenza, sta lavorando incessantemente in collaborazione con l’Interpol. Oggi si continuano le ricerche degli altri dispersi con la speranza – ancora viva nonostante i tanti giorni trascorsi e l’acqua imbarcata e il freddo – di trovarli salvi. Oggi il prefetto Franco Gabrielli, capo della protezione civile e commissario delegato all’emergenza, ha dato il via all’operazione “green light” per svuotare la nave del carburante e allo stesso tempo continuare le ricerche dei dispersi. “Se ci saranno corpi sotto lo scafo – precisa Gabrielli illustrando la contemporaneità dello svuotamento della cisterna e le ricerche – sarà possibile recuperarli solo quando la nave sarà di nuovo in asse”. I palombari continuano a cercare, nella pancia scura della nave, anche se adesso è più rischioso perchè l’acqua imbarcata inizia a essere putrida. Ma si va avanti, si deve. La nave non inabisserà, non c’è questo rischio, come ha assicurato il prefetto Gabrielli durante il breafing di inizio delle operazioni. “Qui sull’Isola ci sono familiari delle vittime che hanno il diritto di sapere. Di sapere anche che chi troviamo non sono loro congiunti”. Sul posto c’è anche l’ingegner Massimo Avancini, del Ministero per l’Ambiente, che ha rassicurato sul fatto che al momento non ci sono inquinanti nel mare che possano preoccupare, solo qualche chiazza oleosa di lubrificante. Ora la Concordia è stabile, ancor più assestata oggi come assicura il dirigente del Ministero, senza nascondere tuttavia che la sua pancia contiene uncarburante tanto denso quanto maledetto, è piena di oli e di tensioattivi, di acidi e solventi. Oggi sono iniziate le operazioni di svuotamento della cisterna della nave, se ne sta occupando la società “Smit Salvage”. Intanto i sommozzatori sono di nuovo sott’acqua per cercare altri dispersi e riportarli ai loro congiunti.

TALITA FREZZI


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