Con i pass per disabili giravano in città. Archiviata la posizione dei giocatori del Bologna

BOLOGNA, 5 LUGLIO ’12 – Archiviazione. Il gip di Bologna, Alberto Ziroldi, ha accolto la richiesta della Procura relativamente all’inchiesta sull’uso improprio dei pass per disabili, questione che aveva visto coinvolti ben dodici giocatori del Bologna Calcio e quattro tra mogli e fidanzate degli stessi. La posizione di tutti gli iscritti nel registro degli indagati quindi, è stata archiviata. A dare la notizia sono i legali dell’ex capitano del Bologna, Marco Di Vaio, che soddisfatti sottolineano come il calciatore, che ora gioca in Canada, abbia pagato tutte le multe, anche quelle che erano state cancellate. Di Vaio era indagato per falso ideologico in atto pubblico e truffa continuata ai danni del Comune di Bologna per via della cancellazione di ben 59 contravvenzioni, mentre gli ex compagni di squadra Viviano, Portanova, Mudingayi, Morleo, Adailton, oltre ad alcune mogli e fidanzate, erano indagati per aver utilizzato dei permessi irregolari. Le indagini erano partite dal controllo del permesso di una donna handicappata, Marilena Molinari, al quale risultavano collegate le targhe dei calciatori. La donna dinanzi al pm si assunse ogni responsabilità per i permessi rilasciati ai calciatori e per le multe cancellate a Di Vaio che avrebbe varcato la zona sotto le Due Torri, vietata al transito delle auto. La Molinari avrebbe compilato di persona i moduli per l’annullamento delle contravvenzioni arrivate all’ex capitano, facendo figurare che a bordo dell’auto c’era anche lei, che dotata di permesso per portatori di handicap, non ha limitazioni di transito. “I giocatori sono come i bambini” avrebbe detto al donna al pm; sono “avulsi dal quotidiano, al limite dell’incapacità di badare agli affari correnti di natura burocratica” è la premessa del procuratore aggiunto nella sua richiesta di archiviazione.

ELEONORA DOTTORI

D: Con l’archiviazione si intende che il caso è chiuso?

R: Quando il Pubblico ministero richiede l’archiviazione per un determinato procedimento a carico di qualcuno, in quanto all’esito delle indagini ritiene che la notizia di reato non fosse fondata, la palla passa al GIP, che deve disporre l’archiviazione con decreto motivato. Una volta archiviato il procedimento il caso è chiuso, salvo che se ne possa riaprire altro per fatti parzialmente diversi al sopraggiungere di nuove prove.

D: In cosa consiste l’accusa di falso ideologico?

R: Il falso “ideologico” consiste nel formare un atto pubblico non veritiero, sulla base di dati falsi nel loro contenuto e si differenzia da quello “materiale” che consiste invece nel formare un atto contraffatto, fasullo o alterato nel suo contenuto materiale. Le pene previste per i reati di falso, sia materiale che ideologico, commessi da un privato sono ridotte di 1/3 rispetto alle pene previste per i medesimi reati commessi da un pubblico ufficiale che prevedono la reclusione da 1 a 6 anni.

AVV.TOMMASO ROSSI

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