Commemorazione delle Fosse Ardeatine: Napolitano come ogni anno rende omaggio alle vittime dell’eccidio, identificati altri 3 caduti


Warning: printf() [function.printf]: Too few arguments in /web/htdocs/www.fattodiritto.it/home/wp-content/themes/fearless/content.php on line 37

ROMA, 23 MARZO 2012– Era il 24 Marzo 1944, quando le truppe germaniche  che occupavano la capitale, trucidarono 335 civili e militari per rappresaglia contro l’attentato compiuto dalle forze di resistenza partigiana a via Rasella in cui erano state uccisi 33 soldati . La risposta  nazista fu durissima e il rapporto degli uccisi fu di uno a dieci.
Stamattina, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si è recato al sacrario delle Fosse Ardeatine, per la commemorazione di quelle 335 persone uccise dai nazisti. Presenti alla commemorazioni anche  molte  altre Autorità dello Stato, fra cui il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il Ministro della Difesa, Gianpaolo Di Paola e il Governatore del Lazio, Polverini, con il Presidente della Provincia Zingaretti e il Sindaco di Roma Alemanno. Insieme ai membri delle istituzioni, c’erano, con la gente comune, anche 1000 studenti provenienti da 30 istituti superiori e da 16 scuole medie romane.
Come ogni anno, sono stati letti uno ad uno i nomi dei 335 caduti nella strage e
poi sono state apposte corone i fiori.
Il Capo dello Stato ha poi voluto rassicurare la presidente dell’Anfim ( Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri), Rosina Stame, sul fatto che l’aiuto economico per  poter continuare le commemorazioni di quegli italiani barbaramente uccisi dal fuoco nazista, non verrà mai meno e che la memoria di quei caduti continuerà ad essere onorata.
Intanto il Ministro della Difesa, nei giorni scorsi aveva reso noto che attraverso le complesse  indagini ed analisi compiute dai Ris del corpo dei Carabinieri di Roma, erano stati identificati altre tre vittime restate ignote al tempo: si tratta di Marco Moscati, partigiano ebreo romano che aveva 28 anni, mentre Salvatore La Rosa era un ex militare, anche lui passato con la Resistenza e l’ultimo, la cui identità è stata accertata con più difficoltà, sarebbe Michele Partito, un giovane civile di 30 anni della provincia di Agrigento.
Le analisi sui corpi delle vittime rimaste senza nome, furono richieste dalla Comunità ebraica e dall’Anfim stessa, così che ogni singolo caduto potesse ricevere l’onore che gli è dovuto. Al momento di 335 vittime, solo 9 sono ancora senza un nome.
L’eccidio delle Fosse Ardeatine è forse la ferita più profonda della guerra di Liberazione   dopo l’8 settembre  e l’immagine della vigliaccheria omicida delle forze nazifasciste.

A.D.

 

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply