Class action indetta dalla Codacons contro la tassa sui contratti telefonici

ROMA, 22 OTTOBRE – La Codacons ha indetto una class action per ottenere la restituzione della “tassa di concessione governativa” gravante sugli utenti in possesso di un contratto telefonico. La tassa, pari a 5,16 euro al mese per i privati cittadini e 12,91 euro se per le tariffe business, ha fatto incassare allo stato qualcosa come 91 milioni di euro l’anno. Inizialmente, questa tassa avrebbe dovuto essere pagata dalle compagnie telefoniche per l’utilizzo delle frequenze. Tuttavia, il Governo stabilì che a pagarla avrebbero dovuto essere gli utenti, in quanto il cellulare era stato classificato come “bene di lusso”.

L’illegittimità della tassaRecentemente, la Commissione Tributaria Regionale del Veneto e quella di Perugia hanno stabilito l’illegittimità di questa tassa, a seguito dell’entrata in vigore del Nuovo Codice delle (sentenze n.33 del 2 aprile 2012, n.5 del 10 gennaio 2011, e sentenza 15 febbraio 2011 n. 37). In seguito a tali sentenze, la Codacons ( Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) , ha deciso di chiedere la restituzione di quei 273 milioni di euro pagati dagli utenti negli ultimi 3 anni. Per chiedere la restituzione della propria somma, aderendo alla class action, è sufficiente andare nel seguente link e seguire la procedura descritta : http://www.codacons.it/articoli/illegittima_la_tassa_di_concessione_governativa_sui_contratti_di_telefonia_mobile_parte_la_class_action_232501.html. L’utente privato potrà ottenere una somma pari a 185 euro, mentre alle società, spetta un rimborso di 465 euro per ciascuna utenza telefonica.

Una class action“a pagamento” – Tuttavia, è doveroso sottolineare come la procedura per aderire alla richiesta di rimborso sia piuttosto complessa e poco accessibile per l’utente medio. Nondimeno, il numero al quale occorre telefonare è a pagamento ( costa 6 euro). Legittimo chiedersi a chi andranno questi soldi. Alla Codacons? Se moltiplicassimo la cifra di 6 euro per il numero di utenti in Italia che hanno un contratto telefonico, il risultato non sarebbe inferiore a qualche decina di milioni di euro. Una somma peraltro simile a quella incassata ogni anno dallo Stato con “la suddetta tassa governativa” per gli utenti privati (pari a 5,16 euro). Vero è che nel sito viene specificato che “IL 10% DEL RICAVATO SARA’ DEVOLUTO ALL’ASSOCIAZIONE MARY POPPINS (onlus che presta assistenza ai bambini ammalati di cancro e ricoverati nel reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico Umberto I di Roma)” e che “L’ADESIONE COMPORTA ANCHE L’ISCRIZIONE PER UN ANNO COME SOCIO AGGREGATO AL CODACONS”.
In questi casi è sempre legittimo chiedersi pertanto se la class action indetta dalla Codacons e ispirata dai sacrosanti principi di tutela del consumatore, non si trasformi purtroppo in una ulteriore spesa per il consumatore stesso!

CLARISSA MARACCI

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