Cina: gli avvocati temono una nuova legge contro il disturbo delle udienze

CINA, 31 Agosto 2012- E’ una notizia riportata dal The Guardian, quella inerente alla nuova legge cinese che punisce severamente chi viola “l’ordine in aula”. Tale legge impedirebbe gli avvocati cinesi di comunicare via sms e via mail durante le sedute della Corte. Ma ciò che i giuristi asiatici temono di più, è che tale mezzo possa essere utilizzato discrezionalmente dal giudice per punire anche discussioni legali. Infatti, la punizione prevista per chi “disturba l’ordine in aula” è un anno di sospensione dall’esercizio della professione.  Joshua Rosenzweig, un ricercatore indipendente di Hong Kong, ha commentato “Potenzialmente, l’ordine della Corte potrebbe includere qualsiasi cosa dica il giudice”. Liu Xiaoyuan, noto avvocato cinese, ha espresso il suo dissenso “Alcuni giudici non sono molto professionali. Potrebbero dire qualcosa di legalmente scorretto durante le udienze e hanno paura che gli avvocati possano spargere voce attraverso i mezzi di comunicazione.”

Nicholas Bequelin, ricercatore per l’Asia di Human Rights Watch, ha dichiarato: “Gli avvocati sono in allarme perché sanno che ogni norma è interpretata molto discrezionalmente dalle autorità cinesi.” Inoltre aggiunge, “Il governo ha ripetutamente tarpato le ali alle professioni legali negli ultimi anni. Questo sarebbe un ulteriore passo indietro nell’amministrazione della giustizia in Cina”.

Secondo gli avvocati, questa norma non è affatto necessaria perché i giudici possono già punire i comportamenti scorretti di fronte alla corte e considerare la sospensione o la cancellazione dall’ordine.

CLARISSA MARACCI

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