Child grooming, nuova frontiera della pedofilia on-line.

ANCONA, 30 NOVEMBRE 2011 – Anche attribuendogli un nome inglese, nello specifico “child grooming”, dal gesto di accarezzare il pelo che gli animali, quello che la polizia postale e i carabinieri hanno scoperto di recente è senza ombra di dubbio uno degli atti più vergognosi che un essere umano possa compiere. Si tratta della nuova frontiera degli abusi sessuali nei confronti di minori via web. È proprio tramite chat e social network che i pedofili individuano le proprie vittime, instaurano una relazione dapprima amicale poi confidenziale con loro e quindi li sfruttano sessualmente. In Italia il “grooming” di per sé non viene riconosciuto come reato, fin quando almeno non si trasforma in qualcosa di più, ma sono già diverse le denunce che le forze dell’ordine hanno perpetrato in tutto il Paese coinvolgendo anche la provincia di Ancona. È piemontese un uomo di 35 anni, denunciato a piede libero, che avrebbe tentato di abbordare un ragazzino di 10 anni, marchigiano, con l’intento di convincerlo a compiere atti sessuali via web. I genitori del ragazzino si sono accorti di quanto stava per succedere ed hanno quindi avvertito la polizia scongiurando qualsiasi conseguenza per il minore. È riuscito invece a mettere a segno il suo piano un abruzzese, indagato per minacce e violenza, che conservava un bel numero di immagini provocanti di ragazzine adescate su Messenger. Queste immagini scattate con la web cam ritraevano le giovani vittime svestite e in atteggiamenti provocanti, foto che sarebbero state spedite ai fidanzatini se le stesse non si fossero mostrate accondiscendenti. Il coraggio di una vittima che ha raccontato tutto ai genitori avrebbe fatto scattare la denuncia. Anche un ragazzo marchigiano, maggiorenne, è indagato per produzione e diffusione di materiale pedopornografico per aver filmato di nascosto un rapporto sessuale con la fidanzata minorenne e averlo messo in rete dopo la rottura del rapporto. Oltre a chat e social network questo fenomeno riguarda anche piattaforme di giochi elettronici on-line e siti di poker.

ELEONORA DOTTORI

D: In Italia il “child grooming” non è riconosciuto come reato penale, tuttavia anche lo stalking è stato riconosciuto solo qualche anno fa. Pensa che l’ordinamento italiano provvederà in tempi brevi?

R: In realtà non è ancora punibile la fase preparatoria, cioè i chattare o creare comunque una relazione amicale con il minore – questo il significato di child grooming- volta a guadagnarsi la sua fiducia, per poi compiere atti illeciti. Ma poi la tutela penale c’è, non appena si supera questa soglia.

D: Che cosa significa “denuncia a piede libero”?

R: Significa che il soggetto denunciato resta in libertà, non viene arrestato il flagranza nè vengono richieste per lui misure cautelari.

D: Produzione e diffusione di materiale pedopornografico. Cosa prevede la legge?

R: La diffusione di foto e video pornografici attraverso internet, se alcuno dei soggetti coinvolti è un minore, realizza il reato di pornografia minorile che punisce chiunque, con qualsiasi mezzo, anche in via telematica, distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza materiale pedo-pornografico ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate all’adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni 18 (la pena prevista è quella della reclusione da 1 a 5 anni e la multa da 2.582 euro a 51.645 euro).

Il codice penale punisce anche chi al di fuori della ipotesi sopra detta cede ad altri, anche a titolo gratuito, il materiale pornografico che coinvolge minore degli anni 18 con la reclusione sino a 3 anni oltre una multa.

D: Viene punita anche la sola detenzione di materiale pedopornografico, magari scaricato da internet?

R: Sì, anche la sola detenzione di materiale pornografico realizzato con minori di 18 anni viene punita con la reclusione fino a 3 anni, aumentato fino a due terzi se il materiale è di ingente quantità.

AVV.TOMMASO ROSSI

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