‘Chi’ pubblicherà le foto di Kate in topless, la famiglia reale sul piede di guerra

LONDRA, 16 SETTEMBRE ’12 – La stampa inglese parla chiaro: la famiglia reale, dopo la pubblicazione delle foto di Catherine duchessa di Cambridge in topless, non avrebbe intenzione di sopportare che anche le immagini di Kate finiscano in prima pagina. Immortalata mentre si trovava con il marito William e un cugino nel castello in Provenza, il topless di Kate sarebbe alla mercè della rivista francese Closer, della Mondadori, che si starebbe preparando ad impaginarla anche su Chi. La famiglia reale rivendica sulle pagine dei giornali la propria privacy e pare sia pronta a intentare una battaglia legale. Il Times e il Guardian avrebbero ricordato il guai di Silvio Berlusconi nel caso Ruby, l’Indipendent ha invece sottolineato come lo stesso ex premier italiano aveva chiamato a raccolta i suoi avvocati nel 2009 per difendere la sua privacy quando El Pais aveva pubblicato immagini nella villa in Sardegna dell’imprenditore circondato da ragazze in topless. La famiglia reale starebbe cercando di bloccare la diffusione delle immagini con un’ingiunzione da parte degli avvocati ma la battaglia tra il gusto British e quello del gruppo Mondadori potrebbe essere appena iniziata.

ELEONORA DOTTORI

D: In quali casi i giornali possono pubblicare le foto di persone nude o seminude?
R:
Fermo restando la tutela costituzionale all’inviolabilità del nostro domicilio (per intenderci, non è possibile entrare dentro un giardino di una villa e fotografare i proprietari), la possibilità di riprendere un’immagine della vita privata di qualcuno passa attraverso il contemperamento tra il diritto alla privacy e il diritto di cronaca ingenerato dall’interesse pubblico ad apprendere la notizia.
D: Come è disciplinata la tutela della privacy in Italia?

R: In Italia la legislazione  sulla privacy è contenuta  principalmente nel Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 chiamato per l’appunto “Codice in materia di protezione dei dati personali “ noto anche come “Testo Unico sulla privacy”. Inoltre anche il nostro codice penale  contiene norme sulla riservatezza al Capo III-Sezione IV.

In particolare il D.Lgs 196/2003, entrato il vigore il 1 gennaio 2004, ha abrogato la precedente legge n. 675/96 che era stata introdotta per rispettare gli Accordi di Schengen ed in esso sono confluite tutte le varie norme che di volta in volta venivano create nel tempo a tutela della privacy.Sull’applicazione della normativa vigila l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali già istituita dalla L. 675/1996 e confermata anche dal Testo Unico.

AVV.TOMMASO ROSSI

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