Centoventi schiaffi in mezz’ora di lezione, maestra cinese licenziata

TAIYUAN, 25 OTTOBRE ’12 – Centoventi schiaffoni in soli 30 minuti perché gli studenti non riuscivano a fare un calcolo matematico. È successo in una scuola materna di Taiyuan, nella provincia cinese di Shanxi. Le telecamere del circuito interno della scuola avrebbero ripreso tutto, gli schiaffi, ma anche calci e spinte, ai danni di un gruppetto di giovani studenti colpevoli di sbagliare un calcolo. Il primo ad insospettirsi dei metodi di insegnamento della maestra sarebbe stato il signor Han, il padre di uno dei bambini violentemente picchiati nel video: sua figlia tornava a casa col viso rosso e gonfio e così ha chiesto alla scuola di visionare i filmati delle telecamere, probabilmente pensava di vedere un litigio tra bambini e invece era la maestra ad alzare le mani. Han si è quindi rivolto alla stampa locale raccontando che in mezz’ora la figlia era stata picchiata 43 volte per non essere riuscita a contare oltre il 10 e che la stessa sorte è toccata ad altri compagni, colpiti 43, 27 e 10 volte nello stesso arco di tempo. Il video della scuola ha fatto il giro del web, la maestra violenta sarebbe stata immediatamente licenziata.

ELEONORA DOTTORI

D: Nel nostro ordinamento di che cosa sarebbe accusata la maestra e quali conseguenze per lei?

R: Potrebbe scattare l’accusa di “abuso di mezzi di correzione o di disciplina” disciplinato dall’art. 571 codice penale che prevede che chi abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l’esercizio di una professione o di un’arte venga punito con la reclusione fino a 6 mesi. Tale reato si consuma quando l’uso dei mezzi di correzione ed educazione supera i limiti consentiti diventando un abuso e, secondo la giurisprudenza, non serve una reiterazione della condotta, ma anche un singolo episodio può configurare l’ipotesi di reato in questione (purchè ricorrano anche gli altri presupposti di legge). Per tale ipotesi di reato l’arresto e la custodia cautelare in carcere sono previsti soltanto nelle ipotesi più gravi ovvero qualora dal fatto derivi una lesione gravissima o la morte della vittima.

D: Vi potranno essere conseguenze disciplinari per l’insegnante?

R: Se i fatti verranno confermati a seguito dell’indagine interna che viene svolta dagli ispettori della direzione scolastica regionali mandati proprio a compiere tutti i necessari accertamenti e trovare i relativi riscontri, l’insegnante potrebbe avere anche conseguenze sul piano disciplinare, conseguenze che vanno dalla censura fino alla sospensione dalla retribuzione o dal lavoro.

AVV.TOMMASO ROSSI

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