Caso Ruby: la Corte Costituzionale respinge il ricorso della Camera

ROMA, 15 FEBBRAIO ’12 – Il processo Ruby, che vede imputato l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi accusato di concussione e prostituzione minorile, continuerà a svolgersi innanzi ai giudici di Milano: è quanto ha stabilito ieri la Corte Costituzionale, che ha respinto il ricorso della Camera dei Deputati contro il Tribunale e la Procura di Milano e che chiedeva che il processo fosse spostato dal capoluogo lombardo, perché di competenza del Tribunale dei Ministri. Ricorso analogo era stato sollevato anche dal Senato della Repubblica.

La Consulta ha però respinto il presunto conflitto di attribuzioni che era stato sollevato alla Camera , dove la maggioranza dei Deputati aveva ritenuto che la competenza di quel procedimento fosse riferibile ad un reato c.d ministeriale. In quell’occasione, si ritenne che durante la famosa telefonata alla Questura di Milano per far rilasciare Karima El Marough, alias Ruby rubacuori, Berlusconi avesse agito nell’esercizio delle sue funzioni di Presidente del Consiglio, poiché riteneva che la giovane fosse la nipote del Presidente egiziano Mubarak.

In tal caso, la competenza a giudicare non sarebbe stata del Tribunale ordinario, ma bensì del Tribunale dei Ministri, appunto. Per questo la questione è stata rimessa al giudizio della Consulta, che si è pronunciata ( Presidente Alfonso Quaranta, Relatore Giuseppe Tesauro ) sul conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato ( in particolare fra potere esecutivo e giudiziario ). Il ricorso è stato rigettato e il processo continuerà a tenersi a Milano.

Opposte le reazioni alla sentenza, le cui motivazioni verranno depositate fra un mese: per la capogruppo Pd della Giunta per le autorizzazioni a procedere, Marilena Samperi, la pronuncia era attesa e conferma come Berlusconi abbia ‘ usato il Parlamento e piegato le istituzioni ai propri interessi privati’, chiedendosi come un’istituzione costituzionale possa aver ritenuto che la giovane marocchina potesse essere la nipote di Hosni Mubarak.

Indignato si dice invece l’On. Sandro Bondi, che parla di ‘ democrazia dimezzata’ e di mancato rispetto della sovranità popolare, asserendo che nel nostro Paese i rapporti fra potere legislativo (il Parlamento) e potere giudiziario (la Magistratura), rappresentano un grave problema per la governabilità.

La vicenda ‘ Ruby’, torna al Palazzo di Giustizia.

ANDREA DATTILO

D: Chi si può rivolgere alla Corte Costituzionale e in quali casi?

R: La Corte Costituzione giudica sui conflitti di attribuzioni tra poteri dello Stato (come in questo caso) e tra Stato e Regioni, sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica e sulle questioni di legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge statali e regionali.

D: Quando e come il potere legislativo (Parlamento) può intervenire sul potere giudiziario ( Magistratura )

R: Il ministro della giustizia (quindi non il Parlamento, che è il potere legislativo, ma il Governo, che rappresenta il potere esecutivo) può inviare gli ispettori nei tribunale al fine di compiere inchieste conoscitive sul funzionamento degli uffici giudiziari. Inoltre, spesso, troppo spesso, il Parlamento legifera per modificare i poteri e le attribuzioni della Magistratura.

AVV.TOMMASO ROSSI

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