Caso Orlandi: smentite le voci sul no alla riapertura della tomba di De Pedis. Identificato gendarme vaticano con il teleobiettivo.

ROMA, 4 APRILE ’12 – Il capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, interviene personalmente sul caso di Emanuela Orlandi e smentisce le voci, trapelate negli scorsi, circa la possibile rinuncia della magistratura romana alla riapertura della tomba di Renato De Pedis, il boss della banda della Magliana coinvolto nella scomparsa di Emanuela e misteriosamente sepolto nella chiesa di Sant’Apollinare a Roma. In un comunicato diffuso da Pignatone si legge che: “le dichiarazioni e le valutazioni sul procedimento per la scomparsa della Orlandi attribuite da alcuni organi di informazione ad anonimi “inquirenti della procura di Roma” non esprimono la posizione dell’ufficio”. Il riferimento è alle polemiche legate alla riapertura della tomba di De Pedis, ma anche alle indiscrezioni secondo cui personalità del Vaticano, ancora in vita, conoscerebbero la verità sulla scomparsa della cittadina vaticana. Pignatone ha anche precisato che: “Ogni ulteriore iniziativa di indagine nel procedimento sulla scomparsa di Emanuela Orlandi sarà diretta e coordinata dal procuratore della Repubblica, che ha assunto la responsabilità della Direzione distrettuale antimafia”. Il procuratore si occuperà quindi del caso anche in qualità di capo della dda.

Identificato il gendarme. E nel frattempo è stato identificato dalla squadra mobile di Roma l’agente segreto vaticano che lo scorso 21 gennaio si era infiltrato nella manifestazione organizzata dal Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, davanti alla basilica di Sant’Apollinare (si legga http://www.fattodiritto.it/emanuela-orlandi-sit-in-contro-la-tomba-di-de-pedis-a-sant%E2%80%99apollinare/): si tratta di Francesco Minfra, un giovane che da oltre 5 anni è in forze nel Corpo della gendarmeria, agli ordini del comandante Domenico Giani. Il gendarme era stato era stato notato e fotografato da alcuni partecipanti al sit-in mentre, con un vistoso teleobiettivo, tentava di riprendere in volto i presenti (circa 400). Da più parti si era parlato di un’ “inaccettabile schedatura”. La questione era stata poi ripresa dall’onorevole Walter Veltroni (Pd) che, sul punto, aveva effettuato un’interrogazione al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. Il ministro, nel precisare che non erano stati riscontrati “fatti che abbiano inciso sulla tenuta dell’ordine pubblico”, aveva informato la Camera dell’esistenza di un’indagine per identificare l’uomo con il teleobiettivo. Ora che l’identificazione è arrivata, i successivi accertamenti saranno diretti a capire se l’iniziativa del gendarme sia stata assunta a titolo personale, oppure se sia stata eterodiretta dai suoi superiori, con finalità ben precise. La squadra mobile, inoltre, starebbe anche cercando un secondo 007 vaticano presente alla manifestazione, che non è stato fotografato e di cui si conosce solo il nome: Luca.

FEDERICA FIORDELMONDO

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply