Caso Orlandi: oggi la traslazione della bara di De Pedis da Sant’Apollinare

ROMA, 18 GIUGNO ’12 – Questa mattina la bara con i resti del superboss della banda della Magliana Enrico De Pedis, sepolto nella Basilica di Sant’Apollinare, è stata traslata. Il nome del boss è stato collegato alla misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana di cui ancora, a distanza di troppi anni, non si sa nulla. La moglie del boss e i fratelli di De Pedis sono entrati in chiesa stamattina intorno alle 7, passando da una porta laterale anche per evitare i clamori della stampa. La bara di zinco che serba ancora ben intatti i resti è stata trasportata fuori dalla chiesa intorno alle 8 e portata via da un furgoncino delle pompe funebri. Il corpo di De Pedis era stato tumulato nella cripta della Basilica di Sant’Apolilnare, a Roma, per volere della famiglia e dopo aver ricevuto il nulla osta dell’allora vicario di Roma cardinale Poletti il quale avrebbe motivato la sua decisione dicendo che il boss nell’ultimo periodo della vita si era avvicinato molto alla chiesa e aveva sostenuto i poveri e aiutato i progetti benefici della basilica, quasi guadagnandosi quel posto nella cripta. De Pedis morì in una sparatoria a Campo de Fiori il 2 febbraio 1990.

Di lui si parlò molto dopo la sparizione di Emanuela Orlandi, quando una misteriosa telefonata giunta nel 2005 alla trasmissione “Chi l’ha visto?” suggerì di andare a vedere chi fosse sepolto nella cripta di Sant’Apollinare per capire la verità sulla scomparsa della ragazza. Dopo molti anni, da parte del Vaticano c’è stata collaborazione con la magistratura romana. I pm titolari dell’inchiesta sul caso Orlandi hanno disposto poche settimane fa la ricognizione sui resti di De Pedis (il 14 maggio), che date le ottimali condizioni di conservazione, hanno subito permesso di identificare che si trattava del boss della banda della Magliana. Conferma che è arrivata poi dall’esame delle impronte digitali.

TALITA FREZZI

 

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