Caso Lusi: si indaga su altri 20 milioni sospetti nel conto Margherita

ROMA, 21 FEBBRAIO ’12 – I magistrati che gestiscono l’inchiesta, avevano annunciato che avrebbero continuato ad indagare su ulteriori movimenti effettuati sui conti correnti della Margherita- Dl la cui tracciabilità non risultava del tutto chiara. Sono così stati esaminati i movimenti bancari di due conti correnti ( uno dei quali presso la Bnl del Senato della Repubblica), intestati al partito negli anni che vanno dal 2007 al 2011: dei circa 60 milioni di euro transitati su quei depositi, i destinatari di circa 20 milioni sarebbero difficilmente individuabili, perciò sospetti.
Ora i p.m Alberto Caperna e Stefano Pesci, titolari dell’inchiesta principale che vede indagato l’ex tesoriere della Margherita e Senatore Pd, Luigi Lusi (http://www.fattodiritto.it/ex-tesoriere-della-margherita-accusato-di-aver-sottratto-dalle-casse-del-partito-13-milioni-di-euro/ ), vogliono capire se quel denaro si sia aggiunto ai 13 milioni di euro già sottratti, per ammissione dello stesso Lusi, alle casse della Margherita: gli inquirenti, in collaborazione con il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, dopo aver effettuato uno screening sui conti bancari , stanno valutando se quei soldi siano finiti a soggetti politici diversi dal Pd (ove la Margherita è confluita nel 2007) e se transazioni bancarie siano direttamente ricollegabili a movimenti effettuati da Lusi. Si stanno controllando una serie di compravendite immobiliari effettuate negli anni 2008-2009 da parenti del tesoriere, in particolare due appartamenti sulla Salaria, acquistati negli anni scorsi da due nipoti del tesoriere. Intanto, mentre nell’inchiesta è uscito anche il nome di Angelo Balducci, ex Presidente del Consiglio Superiore dei lavori Pubblici, già coinvolto nell’inchiesta G8, sono state poste sotto sequestro preventivo le quote delle due società di Lusi, La TTT e la Paradiso Immobiliare, titolari dell’appartamento a via Monserrato e della villa a Genzano comprate con i soldi sottratti alle casse della Margherita.

A.D.

D: Quando può essere disposto il sequestro preventivo?

R: L’articolo 321 del codice penale di rito prevede la possibilità per l’Autorità Giudiziaria di sottoporre a sequestro preventivo (cioè durante le indagini preliminari) le  risorse frutto dei reati a condizione di provare una connessione tra i beni da assoggettare alla misura cautelare ed il reato stesso. Per rendere più efficace l’applicazione della misura cautelare è intervenuta la  legge n°146/2006 art.11 che ha previsto anche per i reati tributari la possibilità della confisca e del sequestro preventivo “per equivalente” (art. 322ter codice penale) per cui  qualora non sia possibile individuare i beni che costituiscono il prodotto/profitto/prezzo del reato, il Giudice può disporre il sequestro – e successivamente la confisca – di altri beni o utilità di cui il reo abbia la disponibilità anche per interposta persona, per un valore corrispondente.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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