Caso Lusi: l’inchiesta potrebbe allargarsi, la politica trema.


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ROMA, 3 FEBBRAIO ’12 – ‘ Siamo stati fregati’, queste le parole pronunciate da Francesco Rutelli, ex Segretario della Margherita, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo: l’attuale leader di Api è apparso amareggiato e molto irritato dalla vicenda Lusi, che va a colpire più o meno direttamente anche lui, che al tempo era al vertice del partito e che a quei conti incriminati aveva comunque accesso. Rutelli ha ribadito con forza di essere all’oscuro di come fossero gestiti quei fondi poiché il suo compito era la direzione politica della Margherita, un ruolo che egli avrebbe sempre svolto con passione. Per i bilanci e il mantenimento dei conti c’era Luigi Lusi, di cui tutti avevano una grande stima e che l’ex Segretario definisce un insospettabile al tempo, unica pecca che gli rimproverava era quella di essere ‘ un gran rompiscatole’, in particolare sui rimborsi da versare ai singoli deputati. Eloquente casualità.

Nel mentre, l’indagine condotta dalla Procura di Roma si allarga: i procuratori Caperna e Pesci continuano a non essere del tutto convinti dalla piena confessione di Lusi, che si è auto imputato la sottrazione di tutti quei 13 milioni di euro spariti dalle casse della Margherita. Operazione avvenuta attraverso la società TTT Srl intestata allo stesso Lusi (http://www.fattodiritto.it/ex-tesoriere-della-margherita-accusato-di-aver-sottratto-dalle-casse-del-partito-13-milioni-di-euro/ ).

Gli inquirenti infatti, ritengono inverosimile che nessuno avesse saputo o comunque avesse reclamato parte di quel denaro, ricevuto dal partito a titolo di rimborso elettorale dall’anno 2006: l’ultima certificazione dei bilanci 2009-2010, risale appena a dicembre scorso e i rendiconti, firmati dallo stesso tesoriere, furono depositati presso il Tribunale civile, anche per mettere a tacere le voci che sostenevano la relativa irregolarità degli stessi.

I magistrati hanno già incaricato la GdF di procedere al sequestro dei bilanci del partito e dei documenti attestanti le entrate riconosciute a titolo di rimborso elettorale dall’anno 2008, anche per conoscere chi, oltre al tesoriere, potesse effettuare trasferimenti di liquidità. Verranno ascoltati come testimoni gli ex Margherita Renzo Lusetti ed Enzo Carra, firmatari del ricorso che denunciava presunte irregolarità nei bilanci, così come è possibile che siano sentiti Pierluigi Castagnetti ed Arturo Parisi che ugualmente, durante l’assemblea della Margherita di quest’estate, sollevarono dei dubbi sui conti e sui rimborsi elettorali, ma rimasero inascoltati.

Mentre l’avvocato di Lusi, Luca Petrucci, smentisce la voce che parte del denaro sottratto e trasferito sia rientrato in Italia grazie allo scudo fiscale, gli organi della Margherita hanno fatto sapere che oltre alla fidejussione di 5 milioni versata da Lusi, pretendono maggiori garanzie risarcitorie e ventilano l’ipotesi che anche i beni immobiliari acquistati col ‘bottino’ rubato, siano messi in conto.

Castagnetti e la Bindy, ritengono che quel denaro debba essere restituiti allo Stato, mentre altri ritengono che debbano essere devoluti al Pd, dove la Margherita è confluita, ma tale ipotesi è contestata da chi ha preso un’altra strada politica, come alcuni UdC e lo stesso Rutelli ( ApI).

La vicenda scuote il centrosinistra e la politica in generale: l’IdV presenterà un progetto di Legge sul finanziamento ai partiti con sanzioni più severe, mentre Casini e Bersani hanno invocato una nuova normativa in tempi brevi che garantisca massima trasparenza nell’approvazione dei bilanci e nella gestione di fondi.

Dopo l’espulsione dal gruppo Pd del Senato, in molti attendono l’espulsione di Lusi dal partito.

ANDREA DATTILO

D: Cosa dice la Legge sul finanziamento pubblico ai partiti? Che pene sono attualmente previste per chi sottrae denaro pubblico?

Cosè’ il reato di finanziamento illecito ai partiti e quello di finanziamento ad un singolo parlamentare?

R:La legge 195/1974 all’art. 7 vieta i finanziamenti o i contributi, sotto qualsiasi forma ed in qualsiasi modo erogati, da parte di organi della pubblica amministrazione, di enti pubblici e di società con partecipazione di capitale pubblico (superiore al 20%), a favore di partiti, loro articolazione e di gruppi parlamentari.

Sono vietati altresì i finanziamenti di partiti da parte di società non comprese tra quelle sopra dette, salvo che tali finanziamenti o contributi siano stati deliberati dall’organo sociale competente e siano regolarmente iscritti in bilancio (purchè non siano comunque vietati dalla legge). Per chi corrisponde o riceve contributi in violazione dei divieti sanciti è prevista la pena della reclusione da 6 mesi a 4 anni e della multa fino al triplo delle somme versate in violazione della presente legge.
L’art. 4 della legge 659/1981 e successive modifiche hanno esteso l’ipotesi di reato di cui al suddetto art. 7 anche ai finanziamenti e contributi in qualsiasi forma o modo erogati, anche indirettamente, ai singoli membri del Parlamento nazionale oltre che ai membri italiani del Parlamento europeo, ai consiglieri regionali, provinciali e comunali, ai candidati alle predette cariche, ai raggruppamenti interni dei partiti politi e a tutti altri soggetti elencati nella norma.

 D: Che comportamento deve tenere un parlamentare rispetto ad atti di liberalità?

R: Le funzioni e la qualifica di parlamentare dovrebbero indurre a non accettare liberalità, sotto qualsiasi forma, per evitare violazioni di legge. E’ il caso di precisare che la legge prevede altresì che in caso di erogazioni di finanziamenti o di contributi (per un importo annuo superiore a 50.000 euro) sotto qualsiasi forma, compresa la messa a disposizione di servizi, il soggetto erogante e chi li riceve debbano entro tre mesi dalla loro percezione farne una dichiarazione congiunta da depositare presso la Presidenza della Camera dei Deputati oppure possono essere autocertificati se relativi a campagne elettorali. La violazione di tale obbligo o dichiarazioni non veritiere comportano la multa da 2 a 6 volte l’ammontare non dichiarato e la pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

AVV.TOMMASO ROSSI

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