Casa al Colosseo del ministro Patroni Griffi: la Procura apre un’inchiesta


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ROMA, 14 GENNAIO ’12 – Per il momento, nel fascicolo aperto dalla Procura di Roma sulla vicenda che vede interessato l’attuale Ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, ci sono solo alcuni articoli ed il Procuratore aggiunto Alberto Caperna si è limitato ad una mera consultazione con il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, ma probabilmente nei prossimi giorni si procederà ad ulteriori accertamenti.

L’indagine riguarda l’appartamento del Ministro in via Monte Oppio, a due passi dal Colosseo ed acquistato nel 2008.In quell’appartamento, Patroni Griffi vive dal 1986, ma in precedenza la proprietà era dell’Inps e il Ministro lo occupava pagando l’affitto mensile.

Una legge del 2001 concesse agli inquilini di poter acquistare alcuni immobili appartenenti alle Pubbliche Amministrazioni (le c.d dismissioni), escludendo, però, gli immobili di lusso e l’appartamento di via Monte Oppio che era, in effetti, classificato tale.

Gli inquilini, su iniziativa dell’attuale Ministro, fecero ricorso al Tar per chiedere il declassamento a immobile non di lusso e poter così godere dello sconto sul prezzo: la ragione era che il palazzo era degradato e da ristrutturare. Il ricorso fu accettato in primo grado e il Consiglio di Stato (di cui Patroni Griffi al tempo era Presidente di Sezione), confermò tale sentenza. Di fatto l’appartamento fu acquistato dal Ministro al prezzo scontato di 170.000 euro anziché 750.000. Il legale che condusse il ricorso per i condomini era, fra l’altro, proprio Carlo Malinconico, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dimessosi da pochi giorni per la storia legata al costruttore Francesco De Vito Piscitelli.

Patroni Griffi ha subito fatto sapere di non aver nessuna intenzione di dimettersi per questa storia anche se in diversi hanno ventilato un suo passo indietro, poiché tutte le procedure furono fatte a norma di legge e secondo il normale iter previsto dalla normativa, ha poi ribadito che trova un’offesa insopportabile ogni paragone con il caso Scajola.

Al momento non ci sono comunque indagati, è solo confermata la passione dei Ministri per via dei Fori Imperiali.

ANDREA DATTILO

D: Il Ministro era giudice del Consiglio di Stato quando quest’organo declassò l’appartamento e rendendolo soggetto allo sconto ex lege: potrebbe emergere una sua responsabilità o le ventilate dimissioni sarebbero solo un atto di opportunità politica?

R: Beh, bisognerà capire se quando è stata fatta la sentenza del Consiglio di Stato vi fosse già l’intenzione da parte di Patroni Griffi di acquistare, in seguito, l’immobile. In questo caso in effetti potrebbe venir fuori qualcosa, ma è difficile da dimostrare.

D: E’ possibile per un p.m. aprire un fascicolo e chiuderlo senza che nessuno risulti indagato.

R: Sì, più che altro si compie una indagine conoscitiva che, nella fase embrionale può essere senza un preciso indagato e un titolo di reato. L’iscrizione nel registro delle notizie di reato, che nel nostro sistema penale è obbligatorio, avviene quando c’è un titolo di reato e, se non si ha da subito il nome dell’indagato, si iscrive contro ignoti.

AVV.TOMMASO ROSSI

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