Carceri e caos. Evasi due detenuti dal carcere di Parma

PARMA, 2 FEBBRAIO ’13 – Due detenuti albanesi del carcere di Parma sono evasi dalla struttura di via Burla durante il colloquio con i parenti. I due sarebbero riusciti a confondersi tra i parenti dei visitatori ma non è ancora chiara la dinamica dell’evasione. A riferire la notizia è il sindacato degli agenti penitenziari Sappe. Pare che uno dei due detenuti abbia già in passato cercato di evadere da un altro carcere del nord Italia. Gli investigatori starebbero valutando anche l’ipotesi che possano essersi allontanati segando le sbarre della cella. Numerosi i posti di blocco attivati sul territorio. Il segretario generale aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante sottolinea punta il dito contro “la continua riduzione del personale di polizia penitenziaria: al momento mancano 7.500 unità a livello nazionale (650 solo in Emilia-Romagna), nei prossimi due anni ne perderemo altre 2.000 a causa dei tagli alla spesa pubblica, considerato che potremo assumere solo il 35% circa di coloro che andranno in pensione”.

ELEONORA DOTTORI

D: L’evasione costituisce reato?

R: Sì, assolutamente. Il reato di evasione è previsto e punito dall’art. 385 del nostro codice penale con la reclusione a 1 a 3 anni. La pena è aumentata da 2 a 5 anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia verso le persone o mediante effrazione ed è da 3 mesi a 6 anni se la violenza o minaccia è commessa con armi o da più persone riunite Qualora poi l’evaso si costituisca in carcere prima della condanna, la pena è diminuita.

AVV. TOMMASO ROSSI

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