Camorra: esecuzione a colpi di pistola per strada vicino Roma

ROMA, 25 LUGLIO ’12 – Una vera e propria esecuzione. Sette colpi di pistola hanno raggiunto alle spalle il pregiudicato Modestino Pellino, del clan Moccia, ucciso in pieno giorno a Nettuno davanti agli occhi terrorizzati dei passanti. Prosegue quindi, dopo una breve pausa, la lotta tra clan che sta interessando anche la Capitale. L’aggressore, stando alle testimonianze, avrebbe aggredito il pregiudicato alle spalle in piazza Garibaldi, molto trafficata di pomeriggio quando è avvenuto l’agguato, mentre la vittima era al telefono. Sette colpi di pistola calibro 9 tre dei quali avrebbero colpito Pellino mentre gli altri sono finiti nella casa di fronte, poi il killer vestito di nero sarebbe fuggito per una via laterale. Alla moglie Pellino avrebbe detto di uscire per una passeggiata perciò gli inquirenti non escludono che avrebbe potuto avere un appuntamento con l’assassino non immaginando, viso che il pregiudicato era disarmato, le sue intenzioni. Non si esclude neppure che il killer avesse un complice ad attenderlo per la fuga. Su quanto accaduto stanno indagando i commissariati di Anzio e Nettuno oltre alla squadra mobile di Roma. Pellino attualmente era sottoposto a sorveglianza speciale poiché ritenuto essere “luogotenente” del clan Moccia di Afragola. Dopo due anni di latitanza, durante i quali era considerato uno dei cento ricercati più pericolosi del Paese, era stato arrestato. Per conto del clan avrebbe gestito numerose attività illecite e il suo nome era tornato a farsi sentire qualche giorno fa, grazie ad una telefonata anonima, quando un ordigno era stato piazzato dinanzi ad uno stabilimento balneare del litorale romano, un atto intimidatorio nei confronti dei gestori.

ELEONORA DOTTORI

D: In che cosa consiste il regime di sorveglianza speciale?

R:  Si tratta di una misura di prevenzione prevista dalla legge 1453 del 1956 che si applica ai soggetti che vengono ritenuti pericolosi per la sicurezza e per la pubblica moralità ed, in particolare, a quei soggetti che debbano ritenersi abitualmente dediti a traffici delittuosi;vivono abitualmente, per la condotta ed il tenore di vita, anche in parte, con i proventi di attività delittuose;  siano dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica. Tale misura può prevedere una serie di limitazioni alla via del soggetto sorvegliato speciale. Ad esempio può essergli prescritto di fissare la propria dimora, di farla conoscere nel termine stesso all’autorità di pubblica sicurezza e di non allontanarsene senza preventivo avviso all’autorità , di vivere onestamente, di rispettare le leggi,  di non associarsi  alle persone che hanno subito condanne e sono sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza, di non uscire la mattina e non rientrare prima o dopo di certi orari, di non detenere e portare armi etc. L’eventuale violazione delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale costituisce reato punito con l’arresto da 3 mesi ad 1 anno la cui procedibilità è d’ufficio.

AVV. TOMMASO ROSSI

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