Camorra: arrestato in Spagna il boss Giuseppe Polverino.

SPAGNA, 7 MARZO ’12 – Il boss Giuseppe Polverino, 53 anni, capo dell’omonimo clan camorristico che deterrebbe l’egemonia a Marano di Napoli, Villaricca, Quarto, Qualiano, Pozzuoli e nel quartiere Camaldoli di Napoli, è stato arrestato oggi dai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli insieme a personale della Unidad Central Operativa-Uco della Guardia Civil spagnola. Polverino, ritenuto tra i più pericolosi latitanti, sarebbe a capo di un clan che detiene il controllo di un impero da un miliardo di euro in attività imprenditoriali e commerciali in Italia e in Spagna, in particolare a Barcellona, Alicante e Malaga. Lo scorso maggio, i carabinieri di Napoli avevano sequestrato in via preventiva un ‘tesoro’ (tra immobili, auto, attività commerciali…) di proprietà di alcuni personaggi ritenuti affiliati o prestanome del clan. Il boss Polverino è stato arrestato a Jerez de la Frontera, insieme a un affiliato di spicco del clan (Raffaele Vallefuoco, 48 anni), anch’egli ricercato. I due avrebbero tentato di eludere il controllo mostrando una carta d’identità falsa, ma sono stati riconosciuti. I carabinieri hanno notificato loro un’ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che contesta loro i reati di associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

TALITA FREZZI

D: In che consiste l’accusa di associazione di tipo mafioso?

R: L’associazione per delinquere di tipo mafioso punisce l’unione di più soggetti con compiti definiti, consorziati per commettere una serie indeterminata di reati, con attività organizzata per una durata indeterminata nel tempo. Rispetto alla normale associazione per delinquere l’associazione di tipo mafioso prevede che gli associati si avvalgano della forza intimidatrice del vincolo associativo, inducendo un clima di omertà ed assoggettamento di chi vi entra in contatto, tanto potente da agevolarne l’azione. L’art. 416 bis del codice penale punisce chiunque faccia parte di un’associazione di tipo mafioso formata da 3 o più persone con la reclusione da 7 a 12 anni mentre è prevista la reclusione da 9 a 12 anni per chi promuove, dirige o organizza l’associazione. Sono previste poi ipotesi aggravante ad esempio se l’associazione è armata (ossia ha la disponibilità di armi o materie esplodenti per il conseguimento delle finalità dell’associazione), se le attività economiche che l’associazione intendere assumere o controllare sono finanziate con il prezzo, prodotto o profitto di delitti. Tale disciplina si applica anche alla camorra, alla ‘ndrangheta e a tutte le altre associazioni comunque denominate che perseguono i medesimi scopi delle associazioni di stampo mafioso avvalendosi anch’esse della forza intimidatrice del vincolo.

D: E l’associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti? Ma come mai sono state contestate tutte e due le forme di associazione?

R: Il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, art. 74 Dpr 309/’90, si prevede quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti tra quelli previsti dall’articolo 73 (spaccio di sostanze stupefacenti), chi promuove, costituisce, dirige, organizza o finanzia l’associazione è punito per ciò solo con la reclusione non inferiore a venti anni. Chi partecipa all’associazione è punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.La pena è aumentata se il numero degli associati è di dieci o più o se tra i partecipanti vi sono persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope. Se l’associazione è armata la pena, nei casi indicati dai commi 1 e 3, non può essere inferiore a ventiquattro anni di reclusione e, nel caso previsto dal comma 2, a dodici anni di reclusione. La Suprema Corte ha ritenuto come configurabile il concorso tra i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, di cui all’art. 416 bis c.p., e l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Evidentemente si tratta finalizzazioni diverse e modalità espressive diverse del gruppo organizzato di persone.

AVV.TOMMASO ROSSI

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