Calcioscommesse, nuova raffica di indagati: arrestato Andrea Masiello.

BARI, 2 APRILE ’12 – L’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Bari nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscomesse si sta arricchendo di particolari proprio in queste ore. I Carabinieri del comando provinciale hanno eseguito dei provvedimenti restrittivi nei confronti dell’ex difensore del Bari Andrea Masiello (ora all’Atalanta), e i suoi amici scommettitori Giovanni Carella e Fabio Giacobbe. Si tratta del derby Bari-Lecce (15 maggio 2011, finito 0-2), Bologna-Bari (22 maggio 2011, terminata 0-4), Udinese-Bari (3-3, del 9 maggio 2010) e Cesena-Bari del 28 novembre 2010, finita 1-0.
Gli indagati a Bari sono una ventina in totale. In questo momento il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Antonio Laudati, sta tenendo una conferenza stampa con i giornalisti per rendere noti i particolari dell’operazione. La Procura di Bari, sta indagando su calciatori, dirigenti e non solo, coinvolti in presunte combine di nove partite della massima serie dello scorso campionato, tra cui il derby perso dal Bari contro il Lecce per 2 a 0, che ha permesso ai salentini di conquistare la salvezza mentre i biancorossi sprofondavano in serie B. Per questa partita si parla di un uomo che avrebbe consegnato 300 mila euro per convincere alcuni calciatori biancorossi a perdere per far guadagnare la salvezza ai giallorossi.

Ma anche Palermo-Bari, Bologna-Bari, Bari-Chievo, Bari-Sampdoria e anche Udinese-Bari del maggio 2010. Tra gli indagati invece ci sono i nomi del difensore dell’Atalanta Andrea Masiello, di Daniele Portanova difensore del Bologna, Alessandro Parisi difensore del Torino, Simone Bentivoglio, Marco Rossi, Abdelkader Ghezzal, Marco Esposito, Antonio Bellavista e Nicola Belmonte. Accanto a questi un corollario di amici e conoscenti, presunti complici dei calciatori.

I tre arrestati si vedono contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Il gip Abbattista, che ha emesso i provvedimenti restrittivi, ritiene fondato il pericolo di reiterazione dei reati e di inquinamento delle prove. L’ordinanza di custodia cautelare, composta da una novantina di pagine, si basa su interrogatori e intercettazioni. E un’altra verità sembra emergere dagli atti di indagine: alcuni ultra’ del Bari avrebbero minacciato i calciatori biancorossi per indurli a truccare le partite.

ELEONORA DOTTORI

D: In cosa consiste il reato di frode sportiva e come viene punito?

R: La frode sportiva è un reato, che tutela la regolarità delle competizioni sportive. La regolamentazione del reato di “frode in competizioni sportive” fu introdotta con legge n.401/1989. Il reato si configura nell’ipotesi in cui, qualunque soggetto collegato ad una società e capace di determinarne il comportamento, si faccia carico di turbare il regolare svolgimento di una competizione sportiva, al fine di conseguire un vantaggio. L’art. 1, L. n. 401/1989 testualmente recita : Chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dall’Unione italiana per l’incremento delle razze equine (UNIRE) o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito con la reclusione da un mese ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire due milioni. Nei casi di lieve entità si applica la sola pena della multa. Le stesse pene si applicano al partecipante alla competizione che accetta il denaro o altra utilità o vantaggio, o ne accoglie la promessa.Se il risultato della competizione è influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitati, i fatti di cui ai commi 1 e 2 sono puniti con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cinquanta milioni.

D: E l’associazione per delinquere?

R: L’associazione a delinquere, prevista dall’art. 416 c.p., si realizza quando e per il fatto che tre o più persone si riuniscono allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti. Il reato sussiste al momento stesso in cui l’associazione è costituita senza che sia richiesto l’inizio dell’attività delittuosa. E’ necessario che sussista una minima organizzazione che permetta di realizzare il programma criminoso progettato.

D: Se le ipotesi degli inquirenti fossero confermate, dovrebbe procedere anche la giustizia sportiva oltre a quella ordinaria?

R: In questi casi la giustizia sportiva, con i propri organi, procede in modo parallelo a quella ordinaria (richiedendo anche copia degli atti inerenti l’azione penale) riguardando essa l’appartenenza di una società e di un singolo affiliato a una federazione (es. FIGC) e l’accettazione delle norme e dei provvedimenti emanati da essa.Il sistema di giustizia interno alle Federazioni e sopratutto interno alla FIGC ed il rapporto tra la giustizia sportiva e quella ordinaria, compresi i settori di giurisdizione esclusiva , sono stati regolati dalla legge n. 280/2003 e successive modifiche.

AVV.TOMMASO ROSSI

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