Calcioscommesse: iniziato a Roma il processo sul deferimento.L’analisi normativa

ROMA, 1 GIUGNO ’12 – Ieri mattina, ore 10.10, presso l’ex Ostello della Gioventù al Foro Italico a Roma, è iniziato il processo sportivo Figc sul calcioscommesse in seguito ai deferimenti della Procura federale del 9 Maggio a carico di 22 società di calcio (per la Lega Pro sono interessate Piacenza, Monza, Cremonese, Frosinone e Rimini) e 61 persone fisiche. Il processo si svolge dinanzi alla Commissione Disciplinare presieduta da Sergio Artico e composta dal vice Claudio Franchini, da Riccardo Andriani, Valentino Fedeli e Andrea Morsillo.

Il Processo. Il processo è iniziato alle ore 10, in presenza di circa una ventina di tesserati interessati dal deferimento del 9 maggio. Le squadre di Barletta, Nocerina, Vicenza, Cesena e Trapani hanno fatto istanza di ammissione al processo quali club terzi interessati, tuttavia, tale richiesta è stata rimandata alla commissione disciplinare. Sono state invece rigettate le istanze di Codacons e Federsupporter, che si sono presentate come parti civili danneggiate. Il Rimini Calcio invece, ha chiesto e ottenuto dalla Commissione il proscioglimento poiché all’epoca dei fatti incriminati la società non operava il alcun campionato. La Commissione si è ritirata alle ore 12.00 per valutare le eccezioni preliminari – le opzioni sono proseguire o rinviare a data da decidersi. Conclusa la Camera di Consiglio, la Commissione ha accolto le richieste di patteggiamento.

L’inchiesta di Cremona. Il processo è originato dal secondo filone d’indagine svolta dalla Procura di Cremona, cd. “Last Bet”, sul calcio scommesse ( la prima, quella che portò al processo del 9 Agosto 2011). Questa volta si tratta di un’ inchiesta transnazionale che parte da Singapore: secondo le dichiarazioni di Wilson Raj Perumal, cittadino di Singapore arrestato in Finlandia, l’organizzazione sarebbe stata gestita da Eng See Tan detto “Dan”. L’organizzazione, con diramazioni in tutto il mondo, aveva un nucleo importante in Italia tramite il gruppo dei “bolognesi”, riconducibile a Signori, e quello degli “zingari” riconducibile a Gegic e Gervasoni. L’inchiesta si sposta ora alla Procura di Bari per quello che probabilmente diventerà il terzo filone dell’inchiesta sulle scommesse e che potrebbe coinvolgere in maniera più pesante la Serie A.

Gli arresti. In seguito alle indagini, Il 28 maggio 2012, il Gip del tribunale di Cremona Guido Salvini emette 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere: tra gli altri vengono arrestati, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva il vice-capitano della Lazio, Stefano Mauri, ed il giocatore ex-Genoa Omar Milanetto. Vengono altresì perquisite le abitazioni e sequestrati pc e iPad di Antonio Conte (all’epoca dei fatti l’allenatore del Siena), di Sergio Pellissier, capitano del Chievo, e di Andrea Soncin, attaccante dell’Ascoli. L’accusa è la medesima di quella di Stefano Mauri e Omar Milanetto. Con le medesime accuse è indagato Giuseppe Signori, con l’aggravante del riciclaggio di denaro sporco. Inoltre, emette 3 provvedimenti di arresto domiciliare per Inácio José Joelson (calciatore del Pergocrema), Luca Burini e Daniele Ragone e 2 provvedimenti di obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria per Kewullay Conteh (ex giocatore del Piacenza) e Francesco Ruopolo (calciatore del Padova).

L’inchiesta di Palermo, “Dirty Bet”. A Palrmo invece, sono stati effettuati 11 arresti da parte della GdF, all’interno dell’indagine cd. “Dirty Bet”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Gioco clandestino e fittizia intestazione di beni, con l’aggravante dell’ agevolazione di Cosa Nostra: sono questi i capi di accusa per gli 11 arrestati, tra cui figura anche Giovanni Pecoraro, 51 anni, ex-responsabile del settore giovanile del Palermo calcio e procuratore sportivo. I capi d’accusa che pendono su di lui sono: trasferimento fraudolento di valori e reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. Materialmente, ciò di cui Pecoraro sembrerebbe essersi macchiato, è di aver fatto da prestanome ad un trafficante di droga riciclando il denaro sporco con l’azienda edile del fratello, ora sotto sequestro. Gli altri arrestati sono: Guido Spina, 47 anni, Stefano Biondo, 50 anni, Giampiero Specchiarello, 37 anni, Giuseppe Provenzano, 49 anni, Antonino Provenzano (fratello di Giuseppe) 55 anni, Domenico Alagna, 51 anni, Salvatore D’Anna, 49 anni, Vito Nicolosi, 49 anni, Nicolò Ferrara 59 anni.

Che cos’è il deferimento in diritto sportivo?

In diritto sportivo, il deferimento si riferisce agli organi di Giustizia Sportiva : la Procura Federale che esercita le funzioni inquirenti e quelle requirenti in caso di illecito sportivo che deferisce il giudizio alla Commissione Disciplinare, che emetterà una sentenza sul caso sottoposto. In ambito di giustizia sportiva esistono due gradi di giudizio: quello di primo grado della Commissione Disciplinare (per società e tesserati, è il caso in questione) o della Commissione Disciplinare dell’AIA (per arbitri, assistenti e osservatori) e quello di secondo grado e definitivo della Corte di Giustizia Federale o della Commissione Disciplinare d’Appello dell’AIA (per arbitri, assistenti e osservatori.

Responsabilità oggettiva e sanzioni delle società sportive.

L’articolo 7 del Codice di Giustizia (“Illecito sportivo e obbligo di denunzia”) prevede che vada punito “il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara o di una competizione ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica”. Ora, le società sportive , rispondono con responsabilità oggettiva al verificarsi di tali illeciti. Infatti, quelli che, in prima persona o attraverso azioni di chi agisce per loro nome o nel loro interesse, commettono direttamente o consentono che altri compiano tali azioni, ne rispondono davanti agli organi competenti (nel caso in oggetto, Commissione disciplinare e Corte di Giustizia federale). Le sanzioni previste per la responsabilità oggettiva sono quelle contemplate dall’articolo 18 che prevede – a seconda della gravità dei fatti -

  1. la penalizzazione di punti in classifica: e qui, due ipotesi: o la sanzione viene fatta scontare per la stagione appena chiusa oppure per quella che verrà. Il dato di fatto è che una sanzione deve essere afflittiva, quindi arrecare un danno oggettivo.

  2. retrocessione all’ultimo posto in classifica con retrocessione immediata;

  3. esclusione dal campionato

  4. eventuale non assegnazione o revoca del titolo sportivo.

CLARISSA MARACCI

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