Calcioscommesse: guai bianconeri, chiesti 42 e 12 mesi per Bonuncci e Pepe, un anno e tre mesi per Conte

BARI, 4 AGOSTO ’12 – Agosto caldissimo in casa della Juventus dove, oltre alla richiesta di squalifica per un anno e tre mesi nei confronti del tecnico Antonio Conte e del vice Angelo Alessio, arrivano anche le richieste per i giocatori Leonardo Bonucci e Simone Pepe. Nella prima udienza del processo legato agli atti baresi sul calcioscommesse, infatti, sono arrivate pesanti come macigni le richieste di tre anni e sei mesi per il difensore accusato di illecito sportivo aggravato e un anno per il compagno del centrocampo per omessa denuncia. A puntare il dito contro la coppia dei bianconeri è stato il “pentito” Andrea Masiello, ex capitano del Bari, che parlando di una presunta combine organizzata per Udinese-Bari del 9 maggio 2010, avrebbe fatto i nomi di Bonucci e Pepe quando il primo giocava con la maglia dei pugliesi e l’altro con quella dei friulani. A Masiello la Commissione Disciplinare avrebbe accordato un patteggiamento di 30mila euro di multa e 26 mesi di squalifica, il Bari invece ha patteggiato 5 punti di penalizzazione e un’ammenda di 80mila euro. Dodici tesserati (tra cui Nicola Belmonte, 4 anni di squalifica; Stefano Guberti e Daniele Portanova 3 anni; Marco Di Vaio, un anno) e tre società (Lecce, Udinese e Bologna) andranno a sentenza. Quattordici invece le richieste di patteggiamento.

 

ELEONORA DOTTORI

 

D: Quando si parla di illecito sportivo? Cos’è il deferimento?

R: L’Illecito sportivo è un comportamento, di per se non necessariamente rilevante dal punto di vista penale, che costituisce violazione delle regole di lealtà e correttezza nell’ambito dello svolgimento delle manifestazioni sportive. In diritto sportivo, il deferimento si riferisce agli organi di Giustizia Sportiva : la Procura Federale che esercita le funzioni inquirenti e quelle requirenti in caso di illecito sportivo che deferisce il giudizio alla Commissione Disciplinare, che emetterà una sentenza sul caso sottoposto. In ambito di giustizia sportiva esistono due gradi di giudizio: quello di primo grado della Commissione Disciplinare (per società e tesserati, è il caso in questione) o della Commissione Disciplinare dell’AIA (per arbitri, assistenti e osservatori) e quello di secondo grado e definitivo della Corte di Giustizia Federale o della Commissione Disciplinare d’Appello dell’AIA (per arbitri, assistenti e osservatori.

D: Cosa succede se la richiesta di patteggiamento viene rifiutata?

R: Parliamo di patteggiamento in sede di giustizia sportiva: si può decidere di riformulare il patteggiamento in misura più congrua, oppure sottoporsi al normale dibattimento ed affrontare dunque il rischio di una condanna ad una pena non “negoziabile” tra le parti, e senza lo sconto di un terzo fisso in caso di patteggiamento.

AVV.TOMMASO ROSSI

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