Calcioscommesse: blitz a Coverciano, scattano le manette per Mauri, 18 arresti

ROMA, 28 MAGGIO ’12 – Un altro giorno nero del calcio italiano. L’inchiesta “Last Bet” sul Calcioscommesse, ha portato ad altri 18 arresti illustri. All’alba è scattato il blitz della polizia Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (Sco) che ha portato all’arresto tra gli altri, di Stefano Mauri e Omar Milanetto cui viene contestato il reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e alla frode sportiva. Gli investigatori avrebbero ricostruito che sia Mauri sia Milanetto sarebbero stati disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre. Sarebbero stati anche accertati diversi contatti tra i giocatori e gli esponenti dell’organizzazione criminale. Ora Mauri rischia la radiazione sportiva e la Lazio forti penalizzazioni. 

Sono in corso pesanti accertamenti anche per i giocatori del Genoa Sculli e Kaladze (per la partita Lazio-Geonoa dello scorso campionato). E un altro blitz della polizia è scattato all’alba a Coverciano, nel ritiro della nazionale: l’obiettivo era il difensore Domenico Criscito, tra i possibili convocati per l’Europeo che inizia l’8 giugno. Criscito è indagato (come i genoani Sculli e Kaladze) per la partita contro la Lazio. Nella lunga lista degli indagati si sarebbe anche il nome dell’allenatore della Juventus Antonio Conte, coinvolto dalle dichiarazioni di Carobbio, secondo il quale il mister bianconero sarebbe stato al corrente dell’accordo per il pareggio fra Novara e Siena quando sedeva sulla panchina dei toscani.
L’operazione di questa alba nera per il calcio italiano costituisce una nuova tranche dell’inchiesta che lo scorso 17 dicembre aveva portato all’arresto di 17 persone. In una prima fase (giugno 2011) erano scattate le manette per altre 16 persone, tra cui Beppe Signori. Sono in corso anche 30 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati: calciatori di serie A e B, tecnici e dirigenti di società professionistiche coinvolti nelle indagini. In base a quanto riferito dalla polizia alla stampa, “i giocatori italiani militanti in serie A, B, Lega Pro avrebbero agito a vario titolo per conto del gruppo criminale transnazionale, agendo come referenti del sodalizio transnazionale sul territorio italiano per la combine delle partite di calcio”. Insomma, ipotesi pesanti di presunte partite truccate, combine e soldi. Un giro che si sta allargando a macchia d’olio. L’estate 2011 nell’ambito della stessa inchiesta di Cremona, l’Atalanta perse sei punti perché il suo capitano, Cristiano Doni, aveva taroccato Atalanta-Piacenza. Se lo stesso criterio della giustizia sportiva fosse applicato ora per Mauri e le presunte combine col Genoa e a Lecce, la Lazio potrebbe rischiare ben 12 punti, vedendo sfumare l’opportunità di giocare l’Europa League. L’Uefa non ammette squadre che abbiano pendenze legali di questo tipo.
E mentre i miti del calcio cadono come scacchi del domino in questa inchiesta, in Ungheria è in corso l’arresto di cinque esponenti del gruppo criminale transnazionale facente capo al boss singaporiano Tan Seet Eng, colpito da provvedimento restrittivo nel dicembre scorso e ritenuto il capo dell’organizzazione internazionale dedita al match fixing. L’inchiesta riserva ancora molti sviluppi.

TALITA FREZZI

D: In che consiste il reato di associazione a delinquere finalizzato alla frode sportiva?

R: La truffa è un reato contro il patrimonio, che punisce chi con artifici e raggiri induce qualcuno in errore procurandosi un ingiusto guadagno. La frode sportiva invece tutela la regolarità delle competizioni sportive.La regolamentazione del reato di “frode in competizioni sportive” fu introdotta con legge n.401/1989 ed il reato si configura nell’ipotesi in cui qualunque soggetto collegato ad una società e capace di determinarne il comportamento, si faccia carico di turbare il regolare svolgimento di una competizione sportiva, al fine di conseguire un vantaggio. L’art. 1 della legge n. 401/1989 recita : Chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dall’Unione italiana per l’incremento delle razze equine (UNIRE) o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito con la reclusione da un mese ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire due milioni. Nei casi di lieve entità si applica la sola pena della multa. Le stesse pene si applicano al partecipante alla competizione che accetta il denaro o altra utilità o vantaggio, o ne accoglie la promessa.Se il risultato della competizione è influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitati, i fatti di cui ai commi 1 e 2 sono puniti con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cinquanta milioni.

L’associazione a delinquere, prevista dall’art. 416 c.p., si realizza quando e per il fatto che tre o più persone si riuniscono allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti. Il reato sussiste al momento stesso in cui l’associazione è costituita senza che sia richiesto l’inizio dell’attività delittuosa ed è necessario che sussista una minima organizzazione che permetta di realizzare il programma criminoso progettato.

D: Per cosa potrebbe essere indagato mister Antonio Conte?

R: Da quanto si apprende anche Antonio Conte  sarebbe indagato per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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