Cade da un traliccio durante la manifestazione: in coma Abbà, leader dei No Tav

TORINO, 27 FEBBRAIO ’12 – E’ in coma farmacologico al Cto di Torino, Luca Abbà, di 37 anni, uno dei leader storici del Movimento No Tav della Val Susa. L’uomo ha riportato traumi da caduta e gravi ustioni da folgorazione dopo essere caduto da un traliccio dove si era arrampicato per portare avanti la protesta contro l’ampliamento del cantiere a Chiomonte e i relativi espropri. Poco prima del terribile incidente Abbà, in collegamento con una radio che seguiva in diretta la protesta, aveva detto di essere a dieci metri di altezza e poi, rivolgendosi alle forze dell’ordine che presidiavano il cantiere, ha aggiunto di essere pronto ad appendersi ai fili della corrente se non la smettevano. E quindi l’appello agli altri No Tav di intervenire e fare pressione finché la situazione era gestibile. Le ultime parole del leader prima del saluto allo speaker sono state: “Adesso stacco perché sta salendo un rocciatore e devo attrezzarmi per difendermi”. Poi il volo nel vuoto. La Procura della Repubblica di Torino ha aperto un’inchiesta per far luce su quanto accaduto. La polizia da un lato sottolinea che l’uomo era stato invitato a scendere più volte ma gli altri attivisti, impegnati nel blocco dell’autostrada Torino-Bardonecchia, denunciano la lentezza dei soccorsi nonostante dentro il cantiere ci fossero due ambulanze. Le condizioni del 37enne sono gravi e ancora non si conoscono i danni provocati dalla scarica elettrica, che sarebbe entrata dal braccio destro e uscita dalla gamba destra. Molti amici e compagni di battaglia di Abbà, appena saputo dell’incidente, si sono recati in ospedale e altri movimenti hanno indetto per questa notte una veglia di preghiera. Presidi non solo a Torino ma in molte città italiane dove sono state organizzate iniziative di protesta contro la realizzazione della Tav. Beppe Grillo sul suo blog ha commentato “Lo capirebbe anche un bambino che non serve la Tav, un tunnel di 50 km sotto un monte”. Intanto i lavori a Chiomonte proseguono. Tra le voci contrarie ci sono quelle degli avvocati del movimento No Tav che definiscono gli espropri dei terreni “una emergenza democratica”, che viola l’articolo 2 del Testo unico di Pubblica sicurezza. I legali annunciano il ricorso al Tar del Piemonte’.

ELEONORA DOTTORI

D: E’ stata aperta un inchiesta in modo da escludere eventuali responsabilità da parte di qualcuno?

R: Sicuramente si dovrà capire se sia stata usata violenza contro l’uomo che stava manifestando e facendo resistenza passiva sul traliccio. Dapprima bisognerà capire al dinamica precisa del fatto, poi- anche attraverso le testimonianze dei presenti- tentare di verificare se si sia trattato di una tragica fatalità in un momento concitato o se vi siano delle responsabilità da parte degli intervenuti.

D: Se la denuncia relativa alla lentezza dei soccorsi dovesse risultare fondata, si potrebbero ravvisare dei reati?

R: Questo potrebbe essere un altro elemento meritevole di attenzione anche se, a mio avviso, la velocità dei soccorsi intervenuti va comunque rapportata al caso concreto, cioè nel corso di una manifestazione molto concitata con moltissime persone a rallentare il transito dei mezzi di soccorso. La valutazione di ogni eventuale condotta colposa va sempre rapportata alla condotta che l’agente modello avrebbe tenuto nelle medesime condizioni e che, se tenuta, avrebbe evitato l’evento lesivo con alto grado di probabilità.

AVV.TOMMASO ROSSI

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One Response

  1. Roberta Rossi
    Roberta Rossi at |

    non so che dire, anzi si …. piantatela di fare i pirla, caro Abbà te la sei cercata da solo, volevi fare il grande ….. azzi tuoi

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