Caccia al serial killer di Pechino: 13 mila poliziotti e una maxi taglia

PECHINO, 20 GENNAIO ’12 – La taglia più alta della storia della Cina e 13mila poliziotti non sono ancora bastata a scovare l’assassino che nei giorni scorsi ha terrorizzato la città di Nanchino. Proprio qui infatti il killer avrebbe atteso un dipendente all’uscita della Banca Agricola di Cina, gli ha rubato la somma che aveva appena prelevato, 200mila yuan pari a 24mila euro, e lo ha freddato con un colpo di pistola alla testa. La rapina è avvenuta in pieno giorno. Un paio di occhiali da sole sono stati l’unica precauzione dell’omicida per passare inosservato e così è stato, di lui infatti esistono solo due sequenze molto brevi registrate dalle telecamere di sicurezza della banca. Ma non è solo per questa rapina che le forze dell’ordine cinesi lo stanno cercando impiegando un numero consistente di uomini e mezzi, l’uomo infatti sarebbe il responsabile di altri sette omicidi avvenuti in sette anni. Il killer, probabilmente un ex agente di polizia sulla quarantina esperto di arti marziali di nome Zeng Kaigui, avrebbe agito a partire dall’aprile del 2004 colpendo in tre diverse province sempre a scopo di rapina. Nonostante la descrizione fornita dalla polizia cinese non si hanno molti indizi per individuare il colpevole, quel che sembra certo è che sia un cittadino cinese e che abbia un passato in ambiente militare dove avrebbe imparato tecniche di addestramento e di difesa. Le operazioni della polizia sono rese ancora più complicate dall’intenso via vai di viaggiatori che stanno raggiungendo il Paese in vista del Capodanno che cade il prossimo 23 gennaio. Nonostante l’assassino abbia colpito in diverse zone gli investigatori sono convinti che la sua dimora possa essere Nanchino che è stata tappezzata, al pari di altre città, di volantini con la descrizione del presunto rapinatore e assassino.

ELEONORA DOTTORI

D: La pratica di mettere una taglia su un ricercato non è diffusa nostro Paese, ma può essere usata?

R: No, assolutamente no. Per fortuna.

T.R.

 

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One Response

  1. AVV.VALENTINA COPPARONI
    AVV.VALENTINA COPPARONI at |

    Nel nostro Paese si è tentato in alcuni casi di utilizzare il meccanismo della “ricompensa” o “corrispettivo” a favore di chi potesse fornire informazioni utli per alcuni casi particolarmente complessi.

    Uno dei casi è quello del mostro di Firenze. Nel 1985 l’allora ministro dell’ Interno Scalfaro mise a disposizione della magistratura 500 milioni di lire destinati a chi, eventualmente, avesse fornito notizie utili alla polizia per l’ arresto del mostro di Firenze. Ma l’operazione non ebbe successo, tutt’altro dato che la Procura di Firenze si trovò a gestire quasi 2000 segnalazioni anonime e i nomi dei prresunti mostri si moltiplicarono.
    La ricompensa fu congelata solo dopo 60 giorni.

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