Bufera su Diliberto per lo slogan: ‘Fornero al cimitero’. Il ministro del Welfare: ‘provo disgusto e sdegno’.

ROMA 22 MARZO ’12 – E’ bufera su Oliviero Diliberto. Il segretario nazionale Pdci, già deputato dei Comunisti Italiani ed ex ministro di Grazia e Giustizia del governo D’Alema (1998-2000), ieri ha destato scandalo facendosi fotografare accanto ad una donna bionda che indossava una maglietta nera con lo slogan: “Fornero al cimitero”. Immediata la reazione del ministro Fornero che ha tuonato: ”Leggo che un ex Ministro della Giustizia ha offerto il suo sorriso partecipe e compiaciuto a fotografi che registravano una manifestazione per la quale lo slogan scelto era: ‘La Fornero al cimitero’”. ”Leggo anche – continua Fornero – che lo stesso ex membro del Parlamento italiano richiamava ‘norme di civiltà’ riferendosi all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Provo profondo disgusto e sdegno e denuncio l’irresponsabilità di simili comportamenti e non soltanto perché mi trovo a essere l’oggetto di questi slogan. Un Paese come l’Italia merita politici in grado di interpretare e guidare con equilibrio e senso dello Stato le istanze dei cittadini. Penso che un ex membro del Parlamento italiano non sia legittimato a parlare di ”norme di civiltà” quando adotta simili comportamenti. L’ex deputato ritratto in quella fotografia di certo non era degno di nessuno dei ruoli pubblici ricoperti”.

La replica: “slogan lontano da me, non mi ero accorto”. “Vorrei tranquillizzare tutti. Ieri la foto in questione, durante il presidio per l’articolo 18, è stata fatta perché la figlia di quella lavoratrice ha dato un esame all’università con me e ha preso 30″, ha dichiarato Diliberto, che è anche ordinario di Diritto Romano presso la Facoltà di Giurisprudenza “La Sapienza” di Roma. E ha aggiunto: ”E’ ovvio che non mi ero accorto della maglietta e me ne dispiaccio”. Poi Diliberto ha precisato: ”E’ ovvio che non solo rifiuto lo slogan, ma che è lontanissimo dalla mia cultura politica, che affonda le radici nella Costituzione e nella democrazia”.

Poi il leader del Pdci ci ripensa e a La Zanzara, su Radio 24, attacca: “La Fornero mi sembra un pò nervosa. Il fatto che la Cgil non abbia firmato l’accordo la innervosisce e alza il tiro su argomenti come quello della maglietta per non parlare delle misure del Governo. Dovrebbe essere lei a chiedermi scusa per le parole che ha usato su di me”. E aggiunge: “La Fornero è intervenuta prima di quello che io ho dichiarato. Se io fossi stato la Fornero avrei fatto almeno una telefonata per accertarmi della realtà dei fatti prima di fare certe dichiarazioni. Io non ho nulla di cui scusarmi, non indossavo la maglietta”.

Il video. A smentire la versione di Diliberto ci sarebbe però un video diffuso su Youtube, che ritrae un colloquio di circa 5 minuti tra l’ex ministro e alcuni manifestanti, con la signora che indossa la maglietta sempre in primo piano davanti al politico. E dai social network, dove il video si sta diffondendo, arriva l’affondo: ”L’ha letta per forza”. Di diverso avviso è invece Flavio Arzarello, portavoce del segretario Pdci, che commenta così il filmato: “In realtà le immagini confermano ciò che abbiamo spiegato ieri. Cioè che quelle lavoratrici, che non facevano parte del presidio per l’articolo 18, stavano spiegando la loro situazione ‘di limbo’ a Diliberto e che un’altra ancora si era voluta fare una foto con lui per via dell’esame della figlia fatto proprio con Diliberto in cui aveva preso 30. Lo sguardo dell’ex ministro è chiaramente da un’altra parte, e non credo ci sia bisogno di moviola per una cosa del genere…”

FEDERICA FIORDELMONDO

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