Brescia, getta i figli dalla finestra poi si lancia nel vuoto

BRESCIA, 21 MAGGIO ’12 – Una tragedia immane si è consumata questa mattina, in una palazzina in via Cremona, a Brescia. Un uomo, padre di due bambini di uno e quattro anni, un maschietto e una femminuccia, in preda alla disperazione ha compiuto un gesto folle. Ha gettato i suoi figli dalla finestra. Poi anche lui si è lanciato nel vuoto. I piccoli e poi l’uomo stesso, hanno fatto un volo di alcuni metri, finendo sulle auto parcheggiate nel giardino interno dell’abitazione. L’uomo (Marco Turrini, 41 anni, agente pubblicitario), è morto sul colpo. I piccoli angeli sono volati via da questa terra poco dopo, mentre i medici dell’ospedale Civile di Brescia tentavano quanto di umanamente e professionalmente possibile per salvarli. Ma è stato tutto inutile. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i sanitari del 118 e la squadra mobile di Brescia. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, questa mattina prima della tragedia, l’uomo avrebbe avuto una lite con la moglie, al culmine della quale avrebbe prima buttato i figli dalla finestra, al sesto piano, poi avrebbe  tentato di fare lo stesso con la moglie, senza riuscirci. Solo allora si è lanciato lui stesso nel vuoto. Gli agenti della Squadra mobile di Brescia hanno accertato che  non risulterebbero altri gesti violenti o autolesionistici nel suo passato: Marco Turrini insomma era un uomo tranquillo come tanti, un padre normale. Di professione agente pubblicitario, incensurato e, nonostante una forma di depressione causata da problemi economici che lo attanagliava da molti mesi, non aveva mai commesso gesti inconsulti o manifestato forme di insofferenza tali da far presupporre una cosa del genere. Brescia è sotto choc per questo drammatico gesto.

TALITA FREZZI

D: Come procede la magistratura in casi come questo?

R: Qualora l’omicida si toglie la vita, la magistratura non potrà esercitare l’azione penale nei suoi confronti (il Pm, se siamo nella fase delle indagini preliminari, chiederà l’archiviazione del procedimento), mentre se la morte del reo avviene dopo la condanna ciò estingue la pena, ma rimangono integre tutte le obbligazioni civili derivanti dal reato, ad esempio il risarcimento del danno.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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