Il Tevere restituisce il corpo di un bimbo: forse è Claudio, buttato giù dal padre

ROMA, 29 MARZO ’12 – Il Tevere, che scuro e sonnolento taglia la Capitale, nei pressi di Fiumicino oggi ha lasciato riaffiorare il corpicino di un bambino. Da una prima ipotesi, potrebbe trattarsi del piccolo Claudio, 16 mesi, gettato nel Tevere il mese scorso dal padre, Patrizio Franceschelli (26enne romano, con precedenti per spaccio). La notizia mette in ginocchio Roma. Così come stringe il cuore della persona – un socio del circolo Tre Nodi – che verso le 15 ha notato il fiume restituire quel corpo piccolo piccolo, all’altezza di Col del Rosso, vicino al circolo nautico. Un fantoccetto che galleggiava piano, come se il Tevere ne avesse avuto pietà e dopo averlo stretto, protetto nel suo fondale per lunghi giorni, adesso volesse restituirlo alla madre, coccolandolo sulle sue acque per l’ultima volta. Stanno lavorando per recuperare il corpo del bambino la polizia fluviale, i vigili del fuoco e il 118. Una volta a riva, il corpicino sarà trasferito all’obitorio di Roma dove sarà sottoposto con ogni probabilità a esame autoptico per consentire alla mamma Claudia di sapere con certezza scientifica che quello è il suo piccolino. La storia del piccolo Claudio aveva commosso il mondo (http://www.fattodiritto.it/litiga-con-la-moglie-e-getta-il-figlio-di-13-mesi-nel-tevere-arrestato). Quel bambino così piccolo, avvolto in una copertina, strappato all’amore di sua madre proprio dalle mani dell’uomo che avrebbe dovuto prendersene cura. Quel maledetto 4 febbraio, mentre Roma dormiva sotto la neve, Patrizio Franceschelli ha sporto dal parapetto di ponte Mazzini quel fagottino e secondo le ricostruzioni degli inquirenti l’ha buttato giù, come un pupazzo, come qualcosa di poco prezioso da gettare via.

TALITA FREZZI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply