G8, la Cassazione conferma le condanne agli agenti per i fatti della Diaz

La locandina del film "Diaz"

ROMA, 5 LUGLIO ’12 – La suprema corte ha confermato le condanne ai vertici della polizia per i gravi fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova. Un vertice mondiale già insanguinato dalla morte di Carlo Giuliani, ucciso all’interno di una camionetta dal carabiniere Mario Placanica. La sentenza, attesissima, mette la parola fine a una delle vicende giudiziarie più complesse e difficili della storia italiana.
La sentenza e’ arrivata poco fa, al termine di una lunga camera di consiglio.
Confermate dalla Cassazione le condanne definitive per falso nei confronti dei vertici della polizia coinvolti nel pestaggio e negli arresti illegali dei no-global alla scuola Diaz, durante il G8 di Genova del 2001.La procura della Suprema Corte ha chiesto di confermare la sentenza di secondo grado emessa il 19 maggio del 2010 dalla Corte di appello di Genova. Tra gli imputati ci sono alti funzionari della polizia come Francesco Gratteri, Gilberto Caldarozzi e Vincenzo Canterini. Il collegio della Quinta sezione e’ presieduto da Giuliana Ferrua. Gli agenti saranno anche condannati alla pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, ma nessuno di loro scontera’ la condanna in carcere, per via dell’indulto. Sono state invece dichiarate cadute in prescrizione le condanne per le lesioni inflitte dagli agenti ai manifestanti. Adesso le vittime del violento pestaggio – circa 60 persone – potranno finalmente ottenere i risarcimenti dovuti. Mentre al Viminale si apriranno i procedimenti disciplinari a carico dei 25 imputati, anche quelli prescritti.

TALITA FREZZI

D: Che cosa significa interdizione dai pubblici uffici?
R:
 L’”Interdizione dai Pubblici Uffici” è una delle sanzioni previste dalla legge penale e viene considerata una “sanzione accessoria” rispetto a quella principale, che può invece consistere in una restrizione della libertà personale ovvero nel pagamento di una somma di denaro: se la pena supera i 5 anni di reclusione la sanzione accessoria è perpetua ed obbligatoria (art.29 Codice Penale). In questo caso l’interdizione non è perpetua, ma temporanea perchè le condanne non superano i 5 anni di reclusione.

D: Che significa che dopo la conferma da parte della Cassazione la ‘sentenza passata in giudicato’?

R: Significa che il provvedimento è divenuto irrevocabile e quindi non più impugnabile attraverso i mezzi ordinari. Le sentenze passate in giudicato possono comunque essere impugnate attraverso un mezzo straordinario quale è la revisione che può essere richiesta solo in ipotesi tassativamente previste dalla legge (sopravvenienza di nuove prove, inconciliabilità dei fatti posti a fondamento della sentenza di condanna con quelli di altra sentenza penale irrevocabile, revoca di una sentenza pregiudiziale posta a fondamento della sentenza di condanna, pronuncia della condanna a seguito di falsità in atti o in giudizio).

D: Quali sono i termini di decorrenza della prescrizione? L’imputato può rinunciarvi?

R: La prescrizione (art. 157 codice penale) è una causa di estinzione del reato sul presupposto che sia trascorso un determinato periodo di tempo, stabilito dalla legge, senza che sia intervenuta alcuna decisione definitiva in merito allo stesso.
In particolare, la prescrizione estingue il reato trascorso il tempo corrispondente alla pena massima prevista per lo stesso e, in ogni caso, almeno 6 anni in caso di delitti e 4 anni in caso di contravvenzioni, anche se puniti con la sola pena pecuniaria mentre  è di 3 anni qualora si tratti di reati per cui sono previste pene diverse da quella detentiva e pecuniaria.  In caso di interruzione della prescrizione, non ci può essere un aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere anche se ci sono ipotesi particolari in cui l’aumento può essere maggiore.
La prescrizione inoltre  è sempre rinunciabile dall’imputato e non si applica ai reati puniti con la pena dell’ergastolo anche se a tale pena si giunge per l’applicazione di circostanze aggravanti.

AVV.TOMMASO ROSSI

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