Bossi sconvolge tutti: ‘Monti rischia la vita, se continua così il Nord lo farà fuori’.


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VICENZA, 6 MARZO ’12 – Oramai, abbandonati i panni di Ministro della Repubblica, vestiti nel corso della precedente Legislatura, Umberto Bossi, il fondatore e leader della Lega Nord, oggi all’opposizione al Governo Monti, è ritornato ad essere capo rivolta dei ‘lumbard’ e a lanciare provocazioni al limite della minaccia verso le Istituzioni. Sta volta, probabilmente, ha esagerato e se ne è anche reso conto, poiché non ha tardato a correggere il tiro della sua dichiarazione choc fatta durante un comizio a Vicenza dove, nelle amministrative di maggio, la Lega correrà da sola. L’adunata dei leghisti era prevista nel capoluogo veneto per aprire la campagna a sostegno del candidato Sindaco, Massimo Polledri presentato, appunto, dal Senatur che ha esortato ‘i suoi’ a restare uniti, dopo essersi liberati di chi cercava solo di elemosinare un posto.Proprio all’inizio del suo discorso, rispondendo a chi gli chiedeva quanto durerà il Governo in carica, Bossi ha risposto che: ‘ Monti rischia la vita, il nord lo farà fuori’, per poi dilungarsi in un’aspra critica all’Esecutivo, affermando che sta rapinando il Nord e che da Roma si stanno inviando ‘i figli dei mafiosi in soggiorno obbligatorio’. Secondo Bossi, Monti è antifederalista e ascolta solo le banche e l’Europa.

Del rapporto di collaborazione fra il Presidente del Consiglio e il suo ex alleato storico Silvio Berlusconi, ha riferito che ‘uno gratta e l’altro fa da palo’. Metafora ardita ma eloquente.

Poi è tornato su uno dei suoi antichi ‘ cavalli di battaglia’ nei comizi e se l’è presa con Mameli e l’inno nazionale, affermando che spera che i suoi figli non lo imparino mai dopo che alla Camera la maggioranza ha proposto di insegnarlo obbligatoriamente nelle scuole. E’ un fiume in piena il Senatur, insomma.

Ma l’attacco al Premier ha scatenato le reazioni e l’indignazione bipartisan: le parole rivolte contro Mario Monti, sono inaccettabili in un consesso civile, ha commentato il Presidente della Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, precisando che un linguaggio violento come il suo non può continuare ad essere derubricato a mero folklore. Gli fa eco il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, commentando che certe parole non possono essere tollerate.
Il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, Ha consigliato a Bossi un periodo di riposo forzato, mentre per il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, ‘ Bossi parla come un terrorista’. Per il Pd Francesco Boccia, il leader leghista ‘è chiaramente incapace d’intendere e di volere’. Infine il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha ripreso Bossi, affermando che va condannato chi istiga all’eversione senza alcun senso di responsabilità.
In realtà, il Senatur deve aver capito di averla sparata troppo grossa sta volta, tanto da correggersi quasi subito, sostenendo che era stato frainteso e che i giornalisti ( definiti teste di legno) avevano travisato come sempre, capendo solo ciò che volevano loro: ‘ è Monti che minaccia di morte noi….’, ha detto nella sua replica, ribadendo come il Premier non sia ben visto dai padani e che era questo il senso delle sue parole.  Sono sempre in molti a ‘travisare’ le parole del Senatur e questo non da oggi.

Andrea Dattilo

 

 

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