Bondage-killer, muore vicesindaco di un piccolo Comune del Trentino

TRENTO, 24 FEBBRAIO ’12 – La notizia sconvolge quanti lo conoscevano e soprattutto i suoi elettori. Il vicesindaco 37enne di un piccolo Comune del Trentino è morto, mercoledì sera, forse a causa di un gioco erotico finito male. L’uomo è stato trovato cadavere nel suo appartamento. Avrebbe avuto una corda legata attorno al collo. E accanto al suo cadavere, una donna, sotto choc, in lacrime e legata. In quelle condizioni, stretta e avvinghiata dai giri di quella robusta corda, la donna non ha potuto fare nulla per chiamare i soccorsi ed ha assistito alla tragedia del suo compagno morire di fronte ai suoi occhi. Ha solo potuto urlare la sua disperazione finché le grida non hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno chiamato il 113. La tragedia si è consumata mercoledì sera, come detto, ma è trapelata solo oggi. Ancora offuscati i contorni della vicenda, su cui gli inquirenti della Procura stanno lavorando nel più stretto riserbo. Secondo una primissima ricostruzione degli investigatori, l’uomo 37 anni, proprietario di una piccola attività commerciale, si stava separando dalla moglie e pertanto abitava solo in un piccolo appartamento nella zona sud di Trento. Stava frequentando un’impiegata 47enne, single. E con lei, mercoledì, avrebbe deciso di sperimentare una pratica erotica, il bondage, che fa confluire il piacere dalla stretta di corde attorno al corpo. Ipotesi che troverebbe riscontro visto che la donna era completamente legata e lo stesso vicesindaco, pare avesse un cappio attorno al collo, collegato alla corda della donna.
Poi, qualcosa in quel gioco perverso, deve essere andato storto. Ed è diventata tragedia. Ancora poche come detto, le informazioni trapelate. Nell’appartamento del politico, chiuso dall’interno, sono intervenuti gli agenti della squadra mobile, i vigili del fuoco che hanno aperto il portone forzandolo e i sanitari del 118. Ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato purtroppo inutile, era troppo tardi. Il cuore del giovane amministratore aveva già smesso di battere, forse a causa della stretta attorno al collo. L’impiegata, sotto choc, è stata interrogata. La Procura sta lavorando nel più stretto riserbo e da parte degli investigatori, bocce cucite su questa scabrosa vicenda che se dovesse trovare conferma l’ipotesi iniziale del gioco erotico finito male, costituirebbe il secondo caso in un anno (il precedente era avvenuto l’estate scorsa, lo shibari fatale a Roma, che costò la vita alla studentessa universitaria Paola Caputo, 24 anni, rileggilo su
http://www.fattodiritto.it/roma-shibari-fatale-per-una-studentessa-soffocata-durante-il-gioco-erotico-arrestato-soter-mule). Per il momento sono escluse le piste del suicidio e dell’omicidio, ritenute entrambe poco probabili. Sulla salma dell’uomo sarà disposta un’autopsia per chiarire le cause del decesso.

TALITA FREZZI

D: La donna che si trovava con il vicesindaco, potrebbe essere accusata di qualcosa?

R: Potrebbe essere accusata di omicidio colposo a mio avviso.

D: Potrebbe ritenersi sussistente l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale?

R: L’omicidio volontario, previsto dall’art. 575 c.p., punisce genericamente chi cagiona la morte di un uomo con la reclusione non inferiore ad anni 21. Sono poi previste una serie di aggravanti che comportano l’applicazione dell’ergastolo. Vi sono poi ipotesi più sfumate di responsabilità punita a titolo di dolo, cui in genere corrisponde un trattamento sanzionatorio diverso, come il dolo eventuale, ove si punisce l’aver accettato il rischio del verificarsi di un determinato evento ipotizzato dall’agente come possibile conseguenza della sua azione.Il codice penale italiano, all’art. 584, disciplina la figura dell’omicidio preterintenzionale, letteralmente “oltre l’intenzione”. Viene punito con la reclusione da dieci a 18 anni (quindi molto inferiore rispetto all’omicidio volontario contestato in questo caso, dove la reclusione non può essere inferiore ad anni ventuno) chi, con atti diretti a compiere i reati di percosse o di lesioni volontarie, provoca la morte di una persona. In sostanza, si voleva picchiare qualcuno e andando oltre il risultato voluto se ne provoca la morte. Nell’omicidio volontario, invece, si vuole uccidere la persona ovvero ci si rappresenta il rischio che ciò accada (dolo eventuale). In questo caso le due persone erano certamente consenzienti nello sperimentare questa pratica, la quale poi ha avuto un esito tragico. Potrebbe, come detto, a mio parere essere più sostenibile l’accusa di omicidio colposo oppure di omicidio preterintenzionale laddove si dimostrasse che nell’intenzione iniziale del gioco vi fosse almeno quello di provocarsi delle lesioni da soffocamento.

D: Le corde potrebbero essere considerate un’arma?

R: No, l’arma deve avere una potenzialità lesiva in se stessa. Le armi si suddividono in armi proprieedarmi improprie, cioè fra oggetti nati appositamente per essere usati come armi ed oggetti originariamente destinati ad altro ma pur sempre atti ad offendere, che in un determinato contesto vengono usati come armi (forbici).

AVV.TOMMASO ROSSI

 

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