Bologna: Laurea ad honorem a Napolitano, ma fuori gli indignati protestano

BOLOGNA, 31 GENNAIO ’12 – La consegna di una Laurea Honoris causa in Scienze Politiche (relazioni internazionali) al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, era stata prevista all’interno delle celebrazioni per l’apertura dell’anno Accademico dell’Università di Bologna e ieri si è svolta la cerimonia, con la consegna della pergamena da parte del Rettore Ivano Dionigi, che ha officiato secondo il rito medievale dell’Alma Mater ( prima Università fondata in Italia ). Alla cerimonia erano presenti anche il Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, dell’Istruzione Francesco Profumo e dello Sport e Turismo Piero Gnudi.

Dopo il minuto di raccoglimento in ricordo dell’ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro, il Rettore ha ringraziato Napolitano per l’impegno interno ed internazionale in un passaggio storico assai difficile per il nostro Paese, ricordando anche come il Presidente abbia più volte difeso l’importanza delle Facoltà per la ricerca, per la formazione e per la costruzione del futuro.

Successivamente la parola è stata data al Presidente per la sua lectio magistralis, in cui Napolitano, rivolgendosi in particolare ai giovani, ha parlato della Politica nel senso più alto del termine, cercando di spiegare come i partiti politici, pur con i loro errori, non vadano demonizzati e come l’antipolitica fine a se’ stessa e l’indifferenza per meccanismi di governo, possano portare alla fine della democrazia e della libertà. In un mondo in cui la comunicazione di massa e la Rete la fanno da padroni, non bisogna, ha detto, sottovalutare l’importanza delle aggregazioni ideali ed anche se i partiti possono conoscere passaggi di ‘decadenza ed involuzione’, essi debbono sapere ‘auto-rinnovarsi’ attraverso l’impegno dei singoli. Napolitano ha citato Nino Andreatta e Paolo Bufalini, come esempi della ‘nobiltà della politica’.

Nel ribadire la sovranità del Parlamento, Napolitano ha affermato l’esigenza di riforme, volte ad ammodernare la nostra Costituzione e ha fatto riferimento anche alla necessità di una nuova legge elettorale, confermando che, anche durante la vigenza di un esecutivo tecnico, la politica non può venire meno al suo compito e al senso di responsabilità proprio di ogni parlamentare.

Napolitano ha confermato il pieno appoggio al Governo Monti, spiegando come, in un momento di grave crisi, che rischia di portare il Paese al collasso finanziario, le misure intraprese e i sacrifici richiesti sono posti nell’interesse comune, in nome del quale l’Esecutivo deve andare avanti, anche vista la sua autorevolezza riconosciuta in Europa e il nuovo clima di collaborazione comunitaria.

Terminata la discussione, a Napolitano è stata consegnata la pergamena di Laurea per il suo ‘ contributo fondamentale allo sviluppo della cultura europea e al superamento degli steccati ideologici’.

Mentre il Presidente teneva la sua lectio magistralis nell’aula magna Santa Lucia, nelle vie limitrofe si sono ritrovati gli indignati e i collettivi studenteschi di Occupy UniBo, che già nei giorni scorsi avevano annunciato una manifestazione di protesta contro la laurea ad honorem, accusando Napolitano di sostenere il Governo dei banchieri e di essere il primo responsabile della precarietà diffusa. Erano circa duecento, divisi in due cortei che inizialmente hanno cercato di avvicinarsi all’aula magna, ma quando la polizia li ha respinti, hanno cominciato a lanciare uova contro gli agenti che poi hanno caricato il corteo in via dei Poeti, dove i manifestati hanno provato a sfondare: due persone sono rimaste contuse ed anche un cronista di Repubblica è rimasto lievemente ferito ad una mano e alla testa.

Lo stesso Presidente Napolitano, nel suo discorso ha sottolineato come l’insofferenza non possa e non debba trascendere in violenza, evidenziando la ‘pericolosità’ delle reazioni che oltrepassino il confronto e l’ascolto reciproco.

Il Ministro Cancellieri, che a Bologna è stata Commissario di Governo per un anno, ha detto che quelle contestazioni sono estranee allo spirito dei bolognesi e che ‘ tutta la città e tutto il Paese’ sono con il Presidente.

ANDREA DATTILO

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