Blitz delle Fiamme Gialle tra le gioiellerie di Ponte Vecchio a Firenze

FIRENZE, 1 APRILE ’12 – Controlli della Guardi di Finanza e dell’Agenzia delle entrate a Firenze nell’ambito dell’operazione ribattezzata “Operazione Ponte d’Oro” che nel cuore dello shopping, sul Ponte Vecchio, hanno controllato scontrini e ricevute. Nessuno stupore tra i commercianti anche perché se lo aspettavano, visto che un nuovo blitz è stato effettuato anche a Milano, sempre nella giornata di ieri, da parte di un centinaio di agenti della municipale che hanno controllato decine di locale e auto di grossa cilindrata. Ma torniamo a Firenze dove l’associazione Ponte Vecchio, che abbraccia 43 negozi orafi con una tradizione plurisecolare e un pellettiere, per bocca della presidente Laura Piccini ha commentato il blitz “E’ giusto fare i controlli e che chi evade paghi le tasse, siano essi commercianti, industriali, professionisti. Ma siccome tutti dobbiamo tirare la cinghia, allora è giusto che si controllino i politici e i loro sprechi, anche perché il cattivo andamento del Paese è dovuto alla loro gestione e agli sperperi”. Per tutta la giornata di ieri, fino all’orario di chiusura, gli ispettori hanno piantonato i registratori di cassa di numerose botteghe orafe sparse sul Ponte Vecchio e nei dintorni e con discrezione, onde evitare di influire sulle operazioni di vendita, hanno annotato le vendite eseguite. In pochi si sarebbero accorti della loro presenza. I dati registrati ieri dovranno essere comparati con quanto ottenuto nei giorni precedenti, caratterizzati da un flusso turistico molto intenso. Il sindaco della città, Matteo Renzi, e gli orafi di Confcommercio hanno sottolineato l’importanza di combattere l’evasione fiscale e quindi non drammatizzano sul fatto che dopo Milano, Roma, Cortina e Courmayeur sia toccato anche a Firenze. Nel resto del centro storico e in provincia la Guardia di Finanza ha effettuato una maxi-verifica su gioiellerie e compro-oro. Di questi ultimi su sette controllati ben sei sono risultati irregolari.

ELEONORA DOTTORI

D : Come viene punita la mancata emissione di scontrini fiscali?

R: La manovra fiscale dell’agosto scorso (decreto legge n.138/2011, convertito in Legge n.148/2011) ha apportato importanti modifiche alla disciplina dei reati tributari ed ha introdotto importanti novità anche in caso di mancata emissione di scontrini fiscali. Tale condotta è solitamente punita con una sanzione pecuniaria di natura amministrativa, ma con la manovra  è stata introdotta (con entrata in vigore il 13 agosto scorso) la sanzione accessoria della sospensione dall’albo per i professionisti o i commercianti per chi commette, in giorni diversi, quattro violazioni di obblighi di emissione dello scontrino o documento certificativo di corrispettivi. La sanzione è automatica, è resa pubblica sui siti degli ordini collegiali e degli albi ed è effettuata in modo automatico senza contraddittorio con il contribuente. L’omissione dovrà essere integrale (quindi non solo una sottofatturazione) e la mancata emissione opera al momento del pagamento.
Ricordiamo inoltre che a decorrere dal 2 ottobre 2003 è stata soppressa la sanzione amministrativa  da 51 a 1032 euro applicabile al destinatario dello scontrino o ricevuta  fiscale che a richiesta degli accertatori non esibiva il documento o lo esibiva con indicazione di un corrispettivo inferiore a quello rea

AVV.VALENTINA COPPARONI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply