Blitz anticamorra dei Ros nelle province di Napoli e Caserta: arresti e sequestri

CASERTA, 6 GIUGNO ’12 – I capi storici del clan Mallardo erano stati arrestati e condannati lo scorso anno, nell’ambito di un’operazione antimafia condotta dalle procure di Roma e Napoli. Come in una paziente partita a scacchi la famiglia Mallardo aveva fatto avanzare le nuove pedine, aveva stretto accordi con altri gruppi camorristici e si era riorganizzato. A fare scacco matto, però, sono stati i Ros, coordinati dalla procura distrettuale di Napoli, che a partire dalle prime luci dell’alba di questa mattina hanno arrestato decine di persone e sequestrato beni mobili e immobili per un valore di diversi milioni di euro. Eseguite 47 ordinanze di custodia cautelare nelle province di Napoli e Caserta, i reati vanno dall’associazione mafiosa alla detenzione di armi da guerra, fino all’estorsione. Come detto il clan era stato duramente colpito dalla legge con l’arresti dei fratelli Giuseppe e Francesco Mallardo, capi storici della famiglia. Lo scorso anno finì in manette anche Feliciano Mallardo, detto “o fregiato”, ritenuto l’attuale capo del clan camorrista campano di Giuliano. La famiglia era stata decimata ma è riuscita comunque a riorganizzarsi, a mantenere contatti con il clan napoletano dei Licciardi di Secondigliano e quello casertano dei Bidognetti di Casal di Principe. I beni sequestrati ai camorristi sono oltre 600milioni di euro, gran parte dirottati a Roma dove il clan ha diversi interessi nell’ambito della speculazione edilizia, ed infatti sono ben 900 gli immobili sequestrati e numerose le imprese edili che si accaparravano le commesse, sia pubbliche che private, nella Capitale e nei dintorni. Sequestrate anche 23 aziende, 200 conti correnti, auto di lusso e partecipazioni societarie.

ELEONORA DOTTORI

D: Di cosa può essere accusato chi detiene illegalmente delle armi?

R: Del reato contravvenzionale di cui all’art. 697 del codice penale che punisce con l’arresto da 3 a 12 mesi o con l’ammenda fino a 371 euro la condotta di  chi detiene armi  o munizioni senza averne fatto denuncia all’Autorità, quando la denuncia è richiesta. In particolare l’obbligo di denuncia immediata alla Questura, Commissariato di zona o presso il Comando dell’arma dei Carabinieri (deve essere scritta ed prevista dall’art. 38 del Testo Unico delle Leggi sulla Pubblica Sicurezza) sorge non appena ha inizio la detenzione dell’arma qualunque ne sia la causa. Ciò significa che la denuncia è obbligatoria anche quando l’arma viene soltanto data in prestito, in custodia o viene ricevuta in regalo o eredità. Ma non è questo il caso, qui si parla di armi da guerra.

D: E’ possibile, con regolare autorizzazione, detenere armi qualificate ‘da guerra’?

R: Prima dell’entrata in vigore della legge n. 110/1975 era consentito anche ai privati di ottenere la licenza di raccolta di armi da guerra ed anche di vendita tra privati. La legge del ’75 però ha modificato la precedente disciplina così che a decorrere dal 06 maggio 1975 (entrata in vigore della legge) nessuna licenza di raccolta o detenzione di arma da guerra può essere rilasciata nei confronti dei privati. Inoltre c’è il divieto assoluto alla semplice detenzione e possesso di tali armi.
Quando non è chiaro se un’arma sia da guerra o comune da sparo, occorre valutarla in concreto e non in astratto e attraverso la considerazione di tutti gli elementi idonei a valutarne il potenziale offensivo, così che la giurisprudenza ha qualificato un’arma “tipo guerra” non quando possiede caratteristiche genericamente analoghe alle armi da guerra piuttosto quando possa utilizzare lo stesso munizionamento delle armi da guerra o sia predisposto al funzionamento automatico per l’esecuzione del tiro a raffica o presenti caratteristiche balistiche o d’impiego identiche a quelle delle armi da guerra.

AVV.TOMMASO ROSSI

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