Berlusconi sentito su Dell’Utri: nega l’estorsione nei suoi confronti e l’implicazione dell’amico con Cosa Nostra

ROMA, 6 Settembre 2012 – E’ stato sentito ieri pomeriggio dai pm della Procura di Palermo, Silvio Berlusconi, sulla vicenda di estorsione per il quale è indagato Marcello Dell’Utri. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Marcello Dell’Utri ha ricevuto dall’ex premier incommensurabili donazioni, regali e benefici. Dall’entrata in Parlamento, avvenuta 18 anni fa, ai 40 milioni di euro versati da Berlusconi nei suoi conti correnti. Che cosa avrebbe fatto quest’uomo per meritarsi tanta riconoscenza e gratitudine da parte dell’uomo più ricco e potente d’Italia? Secondo Berlusconi, si tratterebbe di una profonda stima e riconoscenza dovuta alla lunga amicizia iniziata ai tempi dell’Università «Io sono amico fraterno di Dell’Utri, ci siano frequentati per molti anni ed è lui che ha messo insieme la mia prima squadra di calcio; ha il merito enorme di aver fondato Publitalia, e naturalmente io mi sento in debito nei suoi confronti, e c’è sempre stata un’intesa tacita che io avrei ripagato questi meriti». Invece, secondo la versione della Procura, quello pagato da Berlusconi sarebbe il prezzo del ricatto pagato alla mafia attraverso un personaggio contiguo come il senatore palermitano. Ipotesi che il premier esclude assolutamente durante l’interrogatorio.

Dell’Utri e la trattativa Stato-Mafia – Dell’Utri è stato indagato e rinviato a giudizio il 24 Luglio 2012 con l’accusa di violenza e minaccia a corpo politico dello Stato (art.338c.p.) nell’ambito della Trattativa Stato-Mafia. Tuttavia, i pm pensano che si possa configurare a suo carico anche il reato di estorsione (ed è quello per cui stanno procedendo): un reato attuato proprio ai danni dell’amico fraterno Berlusconi in cambio del silenzio sui rapporti tra l’ex premier e i vertici di Cosa Nostra. L’ipotesi della Procura di Palermo muove dal fatto che Dell’Utri è già stato condannato a 7 anni con un processo chiuso con la Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa. Partendo da questo presupposto, e accertando le incredibili elargizioni fatte dal Berlusconi nei suoi confronti, i pm hanno ipotizzato che Dell’Utri possa aver avuto la funzione di mediatore tra Cosa Nostra e Berlusconi in un’estorsione protrattasi per quasi vent’anni.

<<Nessuna implicazione di Dell’Utri con la mafia>> – Berlusconi ha dichiarato davanti ai magistrati di non aver mai subito un’estorsione, neanche quelle accertate giudizialmente ai danni di Fininvest. Inoltre, in quanto all’amico Dell’Utri, egli lo descrive come una persona specchiata e rispettabile, che non avrebbe mai avuto nessun legame con la mafia. A contraddirlo, una sentenza arrivata in cassazione, in cui viene imputato a Dell’Utri il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Eppure Berlusconi non è convinto. Ritiene che il reato ascrittogli sia qualcosa di fumoso e che Dell’Utri, essendo palermitano, avrebbe potuto avere conoscenze pericolose delle quali non si sarebbe neanche reso conto.

Vittorio Mangano, <<una persona a modo, affidabile>>- Così avrebbe descritto Berlusconi, lo stalliere che lavorava ad Arcore affiliato a Cosa Nostra. Ritiene che l’affiliazione alla mafia sia venuta fuori solo successivamente al periodo in cui Mangano lavorava presso la villa dell’ex premier. Mangano fu portato nella villa proprio da Dell’Utri, che al momento lavorava presso la Edilnord, la società che si occupava dei lavori di ristrutturazione della tenuta di Arcore. Secondo il Tribunale di Palermo, la vera funzione di Mangano non è quella di stalliere, ma di protettore della famiglia di Berlusconi da eventuali sequestri di persona portati avanti da Cosa Nostra. Mangano infatti è un giovane mafioso e quando arriva ad Arcore ha già precedenti penali. Sembra che solo Dell’Utri fosse a conoscenza dello “spessore delinquenziale” di Mangano, scelto proprio per tale qualità.

<<Buon lavoro in Guatemala>>, Berlusconi ad Ingroia– L’interrogatorio si è tenuto di fronte al Procuratore di Palermo Messineo, l’aggiunto Ingroia e il sostituto Sava. Il verbale è stato acquisito nel fascicolo di inchiesta a carico di Dell’Utri. Berlusconi ha confessato di aver avuto un’impressione migliore di quanto immaginasse del procuratore aggiunto Antonio Ingroia, al quale ha augurato “buon viaggio in Guatemala.>>

CLARISSA MARACCI

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