Barletta: 29enne muore per test sulle intolleranze alimentari. Allerta del ministero sul sorbitolo killer.

BARLETTA, 26 MARZO ’12 – A causa di una colite persistente era andata in un centro diagnostico privato di Barletta per effettuare un test sulle intolleranze alimentari, ed è morta dopo avere assunto una sostanza a base di sorbitolo che le era stata somministrata per la preparazione al test. Teresa Summa, una 29enne di Trani, dopo aver ingerito il sorbitolo che il centro del dottor Ruggiero Spinazzola aveva acquistato online, non ha avuto scampo. Insieme a lei, altre due pazienti – di 32 e 62 anni – avevano assunto lo stesso prodotto, ma si sono salvate per miracolo grazie alla somministrazione tempestiva di una fiala di Bludimetilene da parte dei medici del pronto soccorso dell’ospedale Dimiccioli di Barletta. La giovane 29enne, invece, quando è arrivata al pronto soccorso era già morta. Le altre due donne intossicate sono ora fuori pericolo, ma rimangono sotto osservazione. Il Bludimetilene, ha spiegato il medico responsabile del pronto soccorso, è un antidoto che “non é in dotazione in tutti gli ospedali ma che noi fortunatamente avevamo e che abbiamo somministrato subito una volta individuato il problema”. Il Dottor Carlo Locatelli del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica di Pavia – contattato dall’ospedale di Barletta per un consulto sulle terapie più adatte – ha spiegato che per le due donne che si sono salvate si è trattato di un’ intossicazione acuta (c.d. metaeomoglobinemia) provocata da qualche sostanza che ha interferito con l’emoglobina che trasporta l’ossigeno nel sangue.

Sequestri. Nel frattempo, il centro medico del dottor Spinazzola, un poliambulatorio privato piuttosto rinomato a Barletta ma non convenzionato con il sistema sanitario pubblico, è stato sottoposto a sequestro. I carabinieri del Nucleo Antisofisticazione ha scoperto che è privo di autorizzazioni sanitarie. I Nas, inoltre, all’interno del poliambulatorio hanno sequestrato una busta di oltre sei chilogrammi di sorbitolo. I campioni saranno analizzati nei prossimi giorni, ma bisognerà attendere l’autopsia e gli esami tossicologici, disposti dal pm Michele Ruggiero della procura di Trani, per chiarire la causa del decesso. L’ipotesi al momento più accreditata è che il sorbitolo usato non fosse adatto per l’ uso medico, ma fosse riservato ad uso industriale. Non è escluso però che nel prodotto fossero presenti altre sostanze chimiche che hanno avvelenato le pazienti (forse nitrati).

Indagati. E sono sono tre le persone indagate dalla procura di Trani per omicidio colposo, cooperazione in omicidio colposo e lesioni gravi. Per questa mattina è previsto un vertice in procura con il pm Ruggiero per fare il punto sulle indagini con polizia e carabinieri del Nas. Al centro dell’indagine c’è il sorbitolo che, secondo quanto accertato finora, era stato acquistato su Ebay dall’Inghilterra. Il sorbitolo – spiega il comandante del Nas di Bari Antonio Citarella – è un additivo alimentare, non è un farmaco, e quindi non ne è proibita la commercializzazione via internet, nè ci sono vincoli particolari.

Maxisequesto. Per questo, tramite le autorità sanitarie, è stato diffusa in tutta Italia l’allerta per evitare che la stessa sostanza venga ancora utilizzata impropriamente. I carabinieri del Nas di Padova tra ieri e oggi hanno sequestrato circa 1000 tonnellate di sorbitolo (Foodgrade) in due ditte a Rovigo e Mantova. Secondo quanto si apprende, i campioni di ogni lotto saranno analizzati dall’Arpa (agenzia regionale protezione ambientale) del Veneto per conoscerne la composizione e vedere se sia presente qualche altra sostanza.

Allerta. Ieri sera, a seguito della vicenda del Sorbitolo killer a Barletta, è stata diffusa un’allerta da parte del ministero della Salute: “In relazione agli sviluppi della vicenda di Barletta – dice l’allerta – il ministero della salute invita coloro che hanno eventualmente effettuato acquisti di sorbitolo su eBay di non farne uso e richiedere prontamente l’intervento dei carabinieri del Nas ai fini del campionamento delle analisi”.

Testimonianze. Anna Abrescia, la più giovane delle due donne che si sono salvate, trova la forza di raccontare la terribile esperienza e dice: “Ho bevuto dal bicchierino di plastica che mi ha dato il medico. L’acqua era chiara. Non aveva odore. Ma appena l’ho mandata giù ho sentito salato in bocca. Come se invece di zucchero avessi bevuto un diuretico”. “Ho avuto, immediatamente, un conato e ho rimesso. Poi un forte formicolio alle dita della mano e alle labbra. Mi girava la testa. Avevo un dolore alla base del collo. E non ho capito più nulla”. “Mi sono risvegliata qui in Ospedale – prosegue Anna – non sapevo cosa mi fosse accaduto. Devo la vita al dottor Cannito. E ringrazio infermiere e medici: da loro ho saputo che quella ragazza era morta. Non aveva né un marito, né un fidanzato …”, si commuove Anna. Poi interviene il marito Pasquale, che precisa: “Anna era stata la prima a fare il test. E il medico non si è allarmato subito. Diceva che era l’ansia. Usciva, entrava dalla stanza. L’ha lasciata tre quarti d’ora (così mi è sembrato) sul lettino, svenuta, con le gambe alzate. Poi, finalmente, ha capito ed è arrivato il 118″.

FEDERICA FIORDELMONDO

D: Cos’è il sorbitolo?

R: Il sorbitolo è sostanza dolcificante che si trova in natura in vari tipi di frutta, come mele, pere, susine , ciliegie e sorbe da cui prende il nome . Viene molto utilizzato anche nell’industria alimentare in molti prodotti chiamati “senza zucchero” come Chewing-gum e caramelle. La sua principale prerogativa è quella di non essere assorbito dall’intestino e pertanto di non fornire calorie . Ciò però è anche la causa del suo maggiore effetto collaterale : la diarrea . Per tale motivo è sconsigliato l’uso nei bambini sotto ad 1 anno .Un altro grosso vantaggio è costituito al fatto che i batteri che causano la carie non riescono ad utilizzarlo per il loro metabolismo e pertanto il sorbitolo non è cariogeno . Il suo potere dolcificante è del 60% di quello dello zucchero .Sono state segnalate intolleranze alimentari ma non è un sostanza tossica .
Pertanto per quanto accaduto a Barletta, come indicato dal Centro Antiveleni di Pavia, consultato dai medici dell’Ospedale cittadino, si ipotizza che il prodotto utilizzato fosse inquinato da una sostanza fortemente tossica che sembrerebbe aver causato una “ metaemoglobinemia “ cioè avrebbe impedito all’emoglobina dei globuli rossi del sangue, quella che è la sua funzione principale : il trasporto di ossigeno .E siccome i tessuti dell’organismo non possono vivere senza ossigeno ciò a causato gravissimi danni fino all’arresto cardiaco .

DOTT.GIORGIO ROSSI

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